Dear Jack: "Non siamo una boy band e qui lo dimostreremo"

Il gruppo esploso ad Amici piace molto ai ragazzi e punta a confermarsi con la qualità del suo sound

Ogni tanto salta fuori un caso così: una band che brucia le tappe, fa successo, sa suonare e non si arrampica sui soliti temi politically correct per piacere alla critica. Stavolta tocca ai Dear Jack che un anno fa erano sbarbatelli alla vigilia del serale di Amici di Maria De Filippi (poi sono arrivati secondi con il disco già in cima alla classifica). Poi hanno piazzato almeno due singoli in altissima rotazione radiofonica ( La pioggia è uno stato d'animo è stato un tormentone) e un tour nei palazzetti che ha fatto il tutto esaurito pure al Forum. Ora qui al Festival hanno il brano Il mondo esplode tranne noi che battezza il nuovo album Domani è un altro film (seconda parte) e la nuova fase di questa avventura.

Intanto, caro Alessio Bernabei, visto che la canta, conosce bene il significato di questa canzone.

«Il significato è ben chiaro: siamo in un momento di crisi e tocca a noi giovanissimi mettercela tutta per fare in modo che 'sta benedetta crisi finisca. In ogni campo. Basta lamentarsi. Basta essere passivi».

Voi ce l'avete messa tutta.

«In un anno è successo di tutto, è stato pazzesco per noi. E qui a Sanremo iniziamo un altro ciclo».

Ossia?

«Intanto siamo in gara con tanti cantanti con i quali siamo cresciuti, come Masini o Nek o Grignani. E questa è già una soddisfazione enorme. Ma abbiamo un altro obiettivo».

Decisivo?

«Per noi sì: questo disco deve confermare il nostro ruolo e, anzi, forse allargarlo».

In che modo?

«I nostri fan sono grandiosi. Ma crediamo di poter piacere anche ad altri che magari ancora non ci conoscono».

Sono quelli che vi considerano una boy band?

«Non siamo una boy band: siamo una band. Certamente fa piacere che anche il nostro aspetto fisico possa piacere a una parte del pubblico. Però vorremmo alzare il livello medio. Dopotutto siamo rocker, io ad esempio a 15 anni ero un punkettaro e nel mio gruppo cantavo brani di Green Day e Sex Pistols. Poi sono passato al metal degli Slayer, quindi molto estremo».

Quindi era un metallaro?

«Ma il mio gruppo di allora suonava con il distorsore mentre io cantavo con voce r&b, una sorta di esperimento che ci piaceva da matti».

Ma ora Alessio e i Dear Jack sono in cima alle classifiche pop. E qualcuno li critica.

«L'invidia è una brutta bestia».

Perché?

«Perché noi siamo una sorta di sogno che si è avverato e, chi non ha avuto questa fortuna, ha la tentazione di immaginarsi chissà quali retroscena. In realtà tutto è accaduto spontaneamente, con la massima naturalezza. E senza dubbio tutti noi ne siamo entusiasti».

Se non foste in gara, che cosa votereste qui a Sanremo ?

«Senza dubbio la canzone di Nek».

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