Oscar 2020, ecco tutti i premi

Si sono appena conclusi gli Oscar 2020 con il trionfo di "Parasite", il film coreano di grande successo che vince come Miglior Film e in altre 3 categorie

Si sono accesi i riflettori su gli Oscar 2020 nel cuore di Los Angeles. In anticipo rispetto alle precedenti edizioni, la cerimonia, che premia un anno di grande cinema, si è svolta nella notte di domenica 9 febbraio. Il red carpet, le luci della ribalta, gli attori, i vestiti: vivere gli Oscar è anche questo. Ma sono i film a parlare e, nell’edizione numero 92, c’erano molte pellicole degne di nota che hanno letteralmente infiammato le platee e, soprattutto, i botteghini. E mai come quest’anno c’era bisogno di uno scossone dopo la soporifera e poco accattivante cerimonia del 2019. Le emozioni, quelle vere, sono state ancora lontane, ma la competizione ha regalato grandi sorprese. Molti i film in gara che erano degni di nota, una battaglia impari, una sfida senza precedenti, ma alla fine e per una buona volta, il buon senso ha vinto su politica e denuncia sociale. A trionfare è stato il buon cinema. E questa è la vittoria più grande.

Miglior sceneggiatura originale e non

Il film sul nazismo di Taika Waititi è stata una vera e propria boccata di aria fresca. Pungente, sarcastico e irriverente, vince nella categoria come Miglior Sceneggiatura non Originale, confermando la grande invettiva di un regista anti-convenzionale, capace di spaziare tra più generi con grande elasticità. Ma la vera sorpresa è il film di Bong Joon-wo che con “Parasite” si conferma un abile narratore della nostra contemporaneità. Il film (bellissimo) vince come Miglior Sceneggiatura Originale, sbaragliando la concorrenza. Una vittoria però tutta meritata.

Miglior attore e attrice non protagonista

Uno scontro tra titani sotto ogni punti di vista. Brad Pitt si conferma un talento nato per il ruolo che ha ricoperto nell’ultimo film di Quentin Tarantino, e Laura Dern è iconica per la sua partecipazione al film "Storia di un matrimonio" disponibile su Netflix. Due storie, due partecipazioni di tutto rispetto, ma anche in questo caso, la vittoria era già scritta. Non c’era sfida per Brad Pitt per la sua interpretazione in "C’era una volta … a Holloywwod", bellissimo e strabiliante al fianco di Leonardo DiCaprio, come lo è stata Laura Dern, capace di rendere credibile il suo ruolo e di brillare al fianco di Scarlett Johansson.

Miglior attore e attrice protagonista

Due categorie molto ambite. Gli Oscar 2020 hanno premiato: Joaquin Phoenix che ha umanizzato la figura di Joker, storico villain di Batman, e ha brillato la stella di Renèe Zellweger, iconica per il biopic di "Judy". Due pesi e due misure, perché se nella categoria di Miglior Attore la battaglia era sfrenata, dato che in lista c’era il promettente Adam Driver, per la Zellweger è stato facile trionfare. Nell’interpretare il mito di Judy Garland, l’attrice ha dato il meglio di sé, riuscendo a vincere una sfida in cui nessuno avrebbe mai scommesso. E nonostante la bravura di Scarlett Johansson nel film di Netflix, la partita era persa fin dall’inizio. I biopic vincono su tutto, purtroppo.

Miglior Regia e Miglior Film straniero

Altre due statuette per Parasite. Un film che è stata una vera scommessa, ma che è riuscito a convincere critica e pubblico quasi all’unisono. L’Oscar come Miglior Regia è meritatissimo, lascia stupito quello di Miglior Film Internazionale dato che, in molti, hanno sempre creduto che avrebbe vinto quello di Almodovar con l’intensissimo "Dolore e Gloria". Ma le chiacchiere stanno a zero. Parasite è un film straordinario.

Miglior Film

Quarta statuetta per il coreano Bong Joo-ho. Un film che parla praticamente da solo, che mixa drama, thriller e denuncia sociale in appena due ore di girato, capace di scalzare il favorito “1917”. Per una volta però a trionfare è stato il buon senso, perché al netto di qualsivoglia aspettativa, "Parasite" è davvero un film che resta e che è capace di illuminare il cinema di oggi.

I grandi sconfitti

Scorsese resta a bocca asciutta e il film bellico di Sam Mendes vince sono nelle categorie tecniche (vittorie meritate). Per il celebre regista di The Irishman è un vero e proprio smacco, eppure non a tutti è piaciuto la lezione che il regista ha impartito nel suo film: troppo lungo, troppo controverso, troppo didascalico. Come in molti hanno elogiato la bellezza di 1917, ma a essere criticata è una sceneggiatura zoppicante, incapace di amalgamarsi con i suoi strabilianti effetti speciali. Una bella sfida per gli Oscar 2020. La cerimonia? Molto noiosa. Manca la verve di un istrionico presentatore.

Qui di seguito e nel dettaglio tutte le categorie premiate:

Miglior film
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho

Migliore regia
Bong Joon-ho - Parasite (Gisaengchung)

Migliore attore protagonista
Joaquin Phoenix - Joker

Migliore attrice protagonista
Renée Zellweger - Judy

Migliore attore non protagonista
Brad Pitt - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Migliore attrice non protagonista
Laura Dern - Storia di un matrimonio (Marriage Story)

Migliore sceneggiatura originale
Bong Joon-ho e Han Jin-won - Parasite (Gisaengchung)

Migliore sceneggiatura non originale
Taika Waititi - Jojo Rabbit

Miglior film internazionale
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)

Miglior film d'animazione
Toy Story 4, regia di Josh Cooley

Migliore fotografia
Roger Deakins - 1917

Migliore scenografia
Barbara Ling e Nancy Haigh - C'era una volta a... Hollywood (Once Upon a Time... in Hollywood)

Miglior montaggio
Andrew Buckland e Michael McCusker - Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari)

Migliore colonna sonora
Hildur Guðnadóttir - Joker

Migliore canzone
(I'm Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) - Rocketman

Migliori effetti speciali
Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron - 1917

Miglior sonoro
Mark Taylor e Stuart Wilson - 1917

Miglior montaggio sonoro
Donald Sylvester - Le Mans '66 - La grande sfida (Ford v Ferrari)

Migliori costumi
Jacqueline Durran – Piccole donne (Little Women)

Miglior trucco e acconciatura
Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji - Bombshell - La voce dello scandalo (Bombshell)

Miglior documentario
Made in USA - Una fabbrica in Ohio (American Factory), regia di Steven Bognar e Julia Reichert

Miglior cortometraggio documentario
Learning to Skateboard in a Warzone (If You're a Girl), regia di Carol Dysinger

Miglior cortometraggio
The Neighbors' Window, regia di Marshall Curry

Miglior cortometraggio d'animazione
Hair Love, regia di Bruce W. Smith, Matthew A. Cherry e Everett Downing Jr.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.