A parte il kitsch guardiamoci l'Eurofestival

Se siete euroscettici e non sopportate la retorica europeista che gronda da giornaloni e televisione sui nostri capini indifesi, abbiamo un consiglio per voi: stasera guardatevi l'Eurovision Song Context. Sì, perché dalle cose piccole si vedono quelle grandi. Anche uno show di pop music è indicativo. L'Italia, si dice, è stata unita da Sanremo, che almeno qualche buona canzone l'ha data. L'Europa è rappresentata (?) dall'Eurovision: il pubblico da Finisterre a Kiev (che quest'anno ospita la manifestazione) si troverà davanti alla Tv per ridere di fronte a una baracconata trash. Un cascame che ha fornito tante ghignate di fronte a mise improbabili, personaggi che sembrano usciti dal film Borat e fa impazzire i giornalisti in vena di sarcasmi. E una canzone decente non l'ha data mai. Strano. L'Europa ha inventato la forma-canzone nell'800 e poi il pop, il rock, il flamenco, l'elettronica, eccetera. L'Europa è piena di grandi artisti. Eppure, a livello musicale, il minimo comune multiplo è sta roba qua, a quanto pare. Godiamocela, se non altro perché forse vincerà Gabbani. E tifiamo Italia. 

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