La paura della fuoriclasse ai Grammy, Adele vince tutto e poi si inceppa

La cantante porta a casa 5 premi. Ma deve fermarsi nel tributo a George Michael

Essere una grande cantante non significa essere perfetta. Soprattutto dal vivo. Ne sa qualcosa Adele, una delle voci più potenti della scena pop, ma anche un'artista a cui l'emozione da palco fa fare scivoloni da palco non indifferenti. È successo anche domenica notte durante la notte dei Grammy, il premio musicale più importante degli Usa (e quindi del mondo).

Adele ha fatto il botto vincendo ben cinque «grammofoni», quasi un record (ne aveva vinti 6 nel 2012 eguagliando il record di Beyoncé del 2010). Per la 29enne londinese: miglior disco dell'anno (25), miglior canzone dell'anno (Hello), miglior registrazione dell'anno, miglior disco pop e miglior performance per un'artista pop. Sin qui la parte «facile». Invece l'esibizione tributo a George Michael (morto lo scorso dicembre) è partita con il piede sbagliato. Poche note di Fast Love e Adele è sembrata subito a disagio, visibilmente emozionata ed insicura nella gestione della voce e del microfono.

Le era capitato anche l'anno scorso esibendosi nella canzone All I Ask. Voce stentata e addirittura qualche stecca. Nella serata del 2016 aveva tirato dritto e il risultato era stato qualche fischio e il disappunto dei fans...

Questa volta però - e non importa si sia trattato di timidezza, problema tecnico (così venne spiegato il guaio dell'anno scorso) o semplice stecca - Adele ha deciso di mettere subito uno stop (anche con qualche parolaccia censurata dalla Cbs). E di ripartire. C'è voluto del coraggio ma ha fermato la musica e ha detto: «Non posso andare avanti così, non sarebbe giusto... Ferma ricominciamo». E la seconda esecuzione è finita con una standing ovation. Una mossa azzeccata per salvare una performance partita così così. Esattamente come è stato azzeccato il discorso fatto ritirando il premio per il miglior album. Adele ha detto che secondo lei il premio sarebbe dovuto andare a Beyoncé (in sala in cita e fasciata da un abito in paillettes super glamour) per Lemonade, il suo nuovo album (molto connotato di femminismo). Altro gigantesco scroscio di applausi. Seguito da un altro probabile incidente da emozione che però nella mente dei fans si è subito colorato di generosità. Adele ha rotto il Grammy, probabilmente per pura sbadataggine. Però è subito circolata la voce che lo ha fatto per regalarlo alla sua amata Beyoncé.

Inevitabile il trionfo sui social per la sua generosità. Tanto che tutto il resto della serata e gli altri premi si sono ridotti a cronaca a latere. Comprese le polemiche contro Trump del rapper Busta Rhymes: «Voglio ringraziare il Presidente Agent Orange per perpetuare tutto il male che ha perpetuato in tutti gli Stati Uniti».

Se Busta Rhymes è dimenticabile due parole però vanno spese per la rivelazione dei Grammy 2017: Chance the Rapper. Il 23enne di Chicago ha vinto per il miglior album rap con Coloring Book: è la prima volta che viene premiato un lavoro pubblicato soltanto online, senza supporto fisico. Chance the Rapper è stato inoltre premiato come Miglior artista emergente e Miglior performance rap. Anche David Bowie ha ricevuto 5 premi postumi: Miglior performance rock e Miglior canzone rock per Blackstar, Miglior Album di Musica Alternative, Miglior Registrazione Tecnica di un album di musica non classica, e il Miglior Packaging. I Cage the Elephant hanno vinto peril Miglior disco rock con Tell Me I'm Pretty. Nessun premio agli italiani: a mani vuote Laura Pausini con Similares (Best Latin Album); Andrea Bocelli, con Cinema (Traditional Pop Vocal Album); Ennio Morricone, nonostante le due candidature ricevute.

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