"Più libri più liberi" E se la fiera dei "piccoli" ora diventasse grande?

La fiera "Più libri più liberi" passa a pieni voti l'esame della nuova sede romana alla "Nuvola"di Massimiliano Fuksas nonostante i timori da parte di editori e addetti ai lavori alla vigilia della kermesse romana

"Più libri più liberi" E se la fiera dei "piccoli" ora diventasse grande?

La fiera «Più libri più liberi» passa a pieni voti l'esame della nuova sede romana alla «Nuvola» di Massimiliano Fuksas nonostante i timori da parte di editori e addetti ai lavori alla vigilia della kermesse romana. La sedicesima edizione si rivela al di là di ogni più rosea aspettativa sia in termini di pubblico sia, a giudicare dalle opinioni della maggioranza degli editori, per le vendite dei libri. Un successo di partecipazione - più che raddoppiati i visitatori rispetto allo scorso anno e superata quota 100mila con centinaia di persone in coda già prima dell'orario di apertura - che insieme all'ottima edizione del Salone del libro di Torino lo scorso maggio, fa ben sperare per il futuro dell'editoria italiana. Un'affluenza inaspettata al punto che il terzo giorno di fiera in alcuni punti ristoro erano finiti i caffè.

Impressioni confermate dai dati diffusi dall'Aie, Associazione Italiana Editori, secondo cui i piccoli e medi editori crescono più del mercato generale aumentando, per il terzo anno consecutivo, sia il numero di copie vendute sia il fatturato (+1,5% nei primi dieci mesi 2017). Allo stesso tempo l'editoria italiana conferma una vocazione all'apertura verso i mercati esteri, in particolare per le sigle indipendenti che nel 2017 hanno aumentato i diritti venduti all'estero.

Numeri che fanno riflettere sulla necessità di fare sistema per un settore che, nonostante i segnali di ripresa, sconta gravi difficoltà economiche e culturali. Da questo punto di vista «Più libri più liberi» è una dimostrazione positiva: quando si realizza un evento con un forte appeal - anche attraverso un capillare lavoro di comunicazione e pubblicità - i libri sono ancora in grado di attrarre migliaia di persone disposte a fare più di un'ora di fila per partecipare a un'iniziativa letteraria.

È altresì vero che la Nuvola ha rappresentato un traino per i visitatori; a Roma si parla da anni dell'opera di Fuksas e bisognerà vedere se nelle prossime edizioni, passato l'effetto novità, i visitatori rimarranno simili o caleranno.

Un interrogativo che si pongono tanti editori preoccupati anche per una voce (seppur smentita dall'Aie) che serpeggia tra i corridoi della fiera: la possibilità che in futuro Più libri più liberi si apra alla grande editoria sul modello del Salone del libro di Torino o di «Tempo di libri» (sperando che la seconda edizione della fiera milanese prevista a marzo 2018 si lasci alle spalle i modesti risultati dell'evento 2017). In effetti, sfruttando in modo diverso la disposizione degli stand al piano forum (dove si trovano gli stand istituzionali e qualche editore), lo spazio per aumentare il numero degli espositori ci sarebbe.

L'auspicio è che si tratti solo di rumor infondati, la forza di «Più libri più liberi» è proprio la sua unicità: una grande fiera non cannibalizzata dai principali editori in cui i lettori, provenienti da tutta Italia, possono dedicarsi al catalogo di case editrici spesso penalizzate dai circuiti distributivi tradizionali ma con vere e proprie chicche librarie.

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