Scanzi controlla il narcisismo e smonta il web

Giornalisti, opinionisti, direttori tv, grillini mimetizzati, altri blogger seduti sulla poltrona del barbiere per farsi psicanalizzare: anche a Reputescion siamo in piena zona autoreferenziale. Fortuna che ci troviamo su La3 (lunedì, ore 22,30, canale 143 di Sky e 134 del digitale terrestre) e non in una rete generalista della Rai come accade per altri programmi infarciti dal web, nuovo idolo contemporaneo. Qui il peccato mortale diventa veniale se non addirittura virtù: una rete di supernicchia ha l'élite nella sua ragione sociale. Ma i pregi della rubrica di Andrea Scanzi sono condensati nella sottolineatura dell'incipit: Reputescion è l'unico programma che misura «scientificamente» la «reputazione online» di un opinion leader o presunto tale. Enfasi a parte, qui il web non è narcisismo onanistico di chi lo sbandiera. Ma viene smontato, sezionato, spacchettato attraverso i video dell'ospite più cliccati su Youtube, i commenti sui social network, gli hashtag riferiti all'ospite. Alla fine, l'Osservatorio Redds sancisce la reputazione online, qualche volta a dispetto del reale interesse dei soggetti analizzati come nel caso di Alessandro Sallusti o di Filippo Facci. L'altro pregio del programma è che in questo contesto gli ospiti di Scanzi rivelano spesso un lato inedito. Anche il conduttore, peraltro, svela la sua terza dimensione: non quella del giornalista-moralista del Fatto quotidiano dove si occupa spesso di tv, non quella d'inesausto ospite di programmi d'informazione, palestra del suo proverbiale narcisismo. Qui, invece, è costretto a concedere agli ospiti il centro della scena. E così si controlla...
Twitter@MCaverzan

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