Pupo: "Per liberarmi di una mia amante le ho raccontato che sarei morto"

Il cantante, attualmente impegnato a teatro con "Pinocchio" si racconta al settimanale Oggi

Pupo: "Per liberarmi di una mia amante le ho raccontato che sarei morto"

Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, è attualmente impegnato a teatro con lo spettacolo "Pinocchio" e, come confessa lui stesso, il burattino inventato da Carlo Collodi gli calza a pennello.

Il cantante, infatti, intervistato dal settimanale Oggi, in edicola domani mercoledì 13 dicembre, ammette di essere stato un gran bugiardo nella sua vita e di averne fatte e raccontate di cotte e di crude.

"Sono arrivato ad avere una decina di flirt in giro per il mondo e tre, quattro in Italia. Inventavo concerti inesistenti, esibizioni private, riunioni, contratti da firmare. Poi prendevo la mia Jaguar e portavo le mie amanti a Venezia al Cipriani o al Danieli. Quante sberle mi sono beccato perché confondevo i nomi delle donne!", racconta alla rivista.

La sua bugia che più lo imbarazza? Eccola: "Non sapevo come liberarmi di una donna e allora andai da lei e piangendo la convinsi che mi restavano poche settimane di vita, che era meglio non vedersi più".

Infine, l’artista svela qual è stata la sua panzana più rischiosa: "Ho i brividi a pensarci. Nel 1983 un giorno perdo a carte 75 milioni di lire e pago con tre assegni da 25 milioni. Dopo qualche tempo la Polizia fa un blitz e scopre una bisca a Bergamo dove rintraccia i miei assegni e arresta un gruppo di truffatori. Senonché 7 o 8 anni dopo quella gente esce di galera, si ricorda del mio debito e mi viene a cercare. Nel frattempo però io mi ero giocato tutto. Mi salvai inscenando la mia disperazione e dicendo una bugia squallida: inventai che avevo un gravissimo problema familiare, che mia madre o una delle mie figlie aveva una malattia rara e costosissima. Fui così credibile che rinunciarono".

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