Raiuno cancella Miss Italia. Che si offre gratis

Il direttore Leone conferma: lo show costa troppo. Gli organizzatori: ve lo regaliamo

Raiuno cancella Miss Italia. Che si offre gratis

Per Orio Vergani è un fatto sociale. Per Giancarlo Leone è roba piccola e inutile. Fine di Miss Italia in quanto teletrasmessa in diretta da Rai 1, fine di un matrimonio durato anni venticinque tra lacrime e denari, scandaletti e cosce al vento. La Rai punta sulla qualità e sugli ascolti, forse per questo aveva messo in programma la diretta del matrimonio di Valeria Marini. Dunque basta con queste ragazzine, duecentottanta con parentame al seguito, basta con le trasferte oceaniche di tecnici, operatori e dirigenti Rai, in metà di mille a spese nostre e dei vari Comuni ospitanti, Montecatini Terme e Salsomaggiore. Ormai è ufficiale, lo annunciano i famigliari in gramaglie e lo stesso Leone di cui sopra spiegando che da gennaio miss Mirigliani Patrizia, la padrona in eredità paterna, del concorso di bellezza, era a conoscenza del divorzio. Niente Antonella Clerici, già individuata per presentare le sfilate e dunque agli arresti, o arrosti, domiciliari con La Prova del Cuoco, niente cinque serate di promesse e premesse, di fianchi, vita, seno. Il nuovo slogan Rai è il seguente: di tutto, di meno.

Del resto anche Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini, aveva fatto intendere che era finita la trippa per i gatti, l'anno scorso il festival della bellezza era costato un milione di euro, coperto da Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio che avevano provveduto a pagare vitto e alloggio a tutto il circo, dai mille di Garibaldi al mezzo migliaio di viale Mazzini e dintorni. Sembra, pare dicono che per l'edizione di quest'anno la Rai avesse presentato una richiesta di settecentomila euro cifra dinanzi alla quale il primo cittadino di Montecatini si è arreso, rinviata l'Imu si può anche rinunciare anche a miss Italia.
Miss Mirigliani non si arrende, chiede un pezzo di carta dal quale risulti la conclusione del rapporto, spera però che all'ultimo momento, come avvenne nell'ultima edizione, il palinsesto Rai apra una finestra. E oltretutto, attraverso la società organizzatrice Miren, la Mirigliani avvisa: «Siamo pronti ad offrire alla Rai la manifestazione in modo assolutamente gratuito e di contribuire come di consueto agli oneri necessari». Tra l'altro i risultati di ascolti e share degli ultimi tre anni hanno registrato un calo di punti da retrocessione, dal 29 per cento del 2010, al 25,3 del 2001, al 24,39 della passata edizione.
È il tramonto di un amore, è la svolta ispirata da lady Tarantola Anna Maria, presidente Rai, che da tempo auspica una nuova immagine della donna da offrire ai teleutenti.

Non si capisce, tuttavia, come certe aspirazioni eticoeditoriali siano da collegarsi ad altre scelte o trasmissioni che Rai manda in onda tra uno spot e l'altro; ultima, come già detto, il matrimonio Marini-Cottone, badate bene senza cerimonia televisiva del rito religioso, con annessa bestemmia in diretta ma fuori dalla chiesa, una gag e una gaffe che ha fatto saltare sulla sedia i capi illustri e dalla sedia il vicecapo Daniel Toaff. Ma, conoscendo i polli, non escluderei un colpo di scena, o di schiena, finale. Patrizia Mirigliani ha detto che Rai 1 è la rete del papa e del presidente della Repubblica. Chiesa e Stato, dunque. Manca la famiglia. Madri, padri e figlie. Bellissime. Direi, miss.

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