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Ronnie e Maggie. I due eroi liberali tanto disprezzati

Ronald Reagan fu accolto dalle risate, dallo scetticismo e dal disprezzo. Un attore presidente degli Stati Uniti, che ridere. Un ignorante, ma si può?

Ronnie e Maggie. I due eroi liberali tanto disprezzati

Ronald Reagan fu accolto dalle risate, dallo scetticismo e dal disprezzo. Un attore presidente degli Stati Uniti, che ridere. Un ignorante, ma si può? Un reazionario di ferro, che schifo. Durante i suoi mandati, negli anni Ottanta, in Italia si sentiva parlare, con ribrezzo, di «edonismo reaganiano», una miscela di egoismo, consumismo, superficialità. Mentre il mondo si divertiva o si indignava, Ronald Reagan metteva fine agli sprechi (taglio di 39 miliardi di dollari) e riduceva le tasse (25 per cento in quattro anni). Trovava l'inflazione al 12,5 per cento e la lasciava al suo successore, George Bush, al 4,4. Ereditava una disoccupazione al 7,5 per cento e lasciava in eredità un 5,4. Il successo, anche elettorale, è così imponente da trainare la rinascita del movimento conservatore in chiave liberale. Mentre gli intellettuali si gingillano con il marxismo, senza rendersi conto che l'Unione sovietica è agli sgoccioli, la destra americana rispolvera i fondamentali: Friedrich von Hayek, Ludwig von Mises, Milton Friedman, Karl Popper. Come sintetizza Gennaro Sangiuliano nella sua biografia di Reagan: «si vuole concepire una risposta (al marxismo, ndr) poggiata su libero mercato, ridefinizione del ruolo dello Stato, centralità degli individui, spesso minacciati nei loro diritti fondamentali da leggi invasive che vogliono imporre comportamenti». Già che c'è, Reagan vince anche la Guerra fredda senza sparare un colpo, proprio lui, descritto dai giornali italiani come un guerrafondaio (l'Unità, quotidiano del Partito comunista, sfoderò questo titolo: «Inquietudine nel mondo per la vittoria di Reagan»). Non è certo un caso che il miglior alleato di Reagan sia stata l'inglese Margareth Thatcher alla quale era legato praticamente da tutto: le umili origini, la scalata al partito, la visione economica e la strategia in politica estera. Entrambi furono sbeffeggiati e descritti come tiranni probabilmente sanguinari decisi a cancellare i poveri. Oggi vengono rimpianti e portati a modello, Reagan è largamente considerato uno dei migliori presidenti della Storia, la Thatcher è elogiata per aver salvato dal fallimento la Gran Bretagna. Reagan riuscì in una impresa eccezionale: diminuire il peso dello Stato e al contempo restituirgli prestigio. Una destra degna della sua missione storica (difendere la libertà) dovrebbe ripartire da Ronnie e Maggie. Restiamo in attesa senza coltivare troppe speranze.

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