La salute del libro passa (anche) dalle biblioteche

Il mercato del libro, al pari di molti altri settori, ha subito pesantemente le conseguenze della crisi Covid

Il mercato del libro, al pari di molti altri settori, ha subito pesantemente le conseguenze della crisi Covid e le librerie, che sono ancora il segmento principale di distribuzione, hanno sofferto moltissimo con la perdita di ben 140 milioni di euro di fatturato nei mesi di marzo e aprile pari a circa il 15% del fatturato annuo.

È chiaro quindi che i prossimi mesi saranno decisivi per la tenuta della rete delle librerie italiane, parliamo di 3670 imprese con oltre 11mila occupati, e questo sarà in parte frutto delle scelte del governo e della capacità delle imprese di reagire. Il governo ha stanziato, oltre alle misure previste per tutte le imprese, ulteriori fondi per sostenere la filiera del libro attraverso aumenti di dotazione di strumenti già operativi come il tax credit librerie, app18, card cultura e 30 milioni per arricchire la dotazione libraria delle biblioteche pubbliche. Quest'ultimo provvedimento, pur nato con una nobile finalità, quella di sostenere l'intera filiera del libro autore - traduttore editore distributore libreria e biblioteca, corre ore il rischio di essere inefficace per le librerie perché il governo non ha temporaneamente sospeso la norma che non prevede tetti di sconti alle forniture delle biblioteche, con il rischio per nostre imprese di dover andare alla «guerra degli sconti» che potrebbe avere l'effetto di ridurre pesantemente le marginalità attese sino ad annullarle e di trasferire buona parte della cifra stanziata a favore delle librerie editoriali, ovvero di quelle che possono permettersi con maggiore aggio di ricorrere alla leva dello sconto.

Per fortuna sembra che in alcuni territori i sistemi bibliotecari, Milano per esempio, preoccupati della tenuta della rete delle librerie, stiano dando indicazioni più precise per gli acquisti senza dover ricorrere alla leva dello sconto. A noi librai quindi non resta che sperare che tutte le biblioteche d'Italia e gli assessorati alla Cultura scelgano di preferire la tenuta della rete delle librerie allo sconto!

Ma oltre all'intervento pubblico sarà determinante la reazione delle imprese che dovrà indirizzarsi in investimenti in formazione e presenza online. Sulla capacità delle imprese librarie di investire negli anni scorsi ha pesato molto la crisi del settore e l'assetto di mercato con le forti concentrazioni verticali a favore degli editori, tanto che solo il 8.4% delle imprese ha fatto ricorso al credito bancario nell'ultimo trimestre 2019 pur in presenza di forti difficoltà finanziare del settore.

Le imprese vorrebbero investire ma per farlo hanno necessità di interventi che ne sostengano le progettualità e che risolvano quella chiara difficoltà all'accesso alle linee di credito. È un problema che soprattutto in momenti così delicati non può essere trascurato e da cui dipende il presente e il futuro dell'impresa libraria in Italia.

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