Spaccio, violenza e risse: il fascino del male di Gomorra che ha travolto gli attori

Gli episodi della terza stagione di Gomorra sono in onda ogni lunedì su Tv8. Per l'occasione (ri)scopriamo tutti i retroscena della serie cult e anti-convenzionale ispirata al libro-inchiesta di Saviano

Quello di Gomorra è un successo senza precedenti. La saga camorristica ambientata nel cuore più disagiato di Napoli, in poco tempo, è diventata un cult senza precedenti, imponendosi come una serie tv che ha esportato in tutto il mondo la "veracità", gli usi e costumi della Campania, una terra di lavoro molto spesso lasciata all’incuria di se stessa. Prima di sbarcare in tv, il "mito" di Gomorra è diventato tale grazie a Roberto Saviano. Con il suo libro-inchiesta, il giornalista e scrittore ha raccontato per filo e segno la malavita campana. Poi è arrivato il film di Matteo Garrone e, solo nel 2014, Sky Italia ha portato sul piccolo schermo una serie tv ispirata al libro. Il successo è stato repentino, tanto è vero che, alla prima stagione ne sono succedute ben 3. Una quinta è in fase di produzione e, lo scorso mese di dicembre, al cinema è arrivato persino un film dedicato alla figura controversa di Ciro di Marzio (interpretato da Marco D’Amore).

Ora il terzo capitolo della serie è in onda, per la prima volta in chiaro, sulle frequenze di TV8. E questa sera, lunedì 14 settembre, sono di scena gli episodi tre e quattro. Nonostante le pensanti critiche ricevute per un linguaggio scurrile e per una violenza eccessiva nelle scene, Gomorra resta comunque una tra le produzioni italiane di maggior successo degli ultimi anni. Apprezzata in patria (e non solo nel Sud Italia), le vicende dei Savastano hanno appassionato anche il pubblico americano e inglese che, da anni, seguono con trepidazione questa epopea malavitosa.

Alleanze e colpi scena. Cosa succede nei nuovi episodi

Dal punto di vista narrativo questa terza stagione è assolutamente perfetta, capace di raccontare una storia densa di colpi di scena e dove nulla è ciò che sembra. Al centro dei nuovi episodi si trova Jenny Savastano, il quale dopo la morte del padre, cerca di tenere in piedi la sua eredità, aiutato nella titanica impresa dal fidato Ciro Di Marzio. Ma in una Napoli tentacolare, nuove forze stanno per nascere nell’ambiente malavitoso. Da una parte c’è Scianel, la Regina di Secondigliano, che uscita di prigione, cerca di tornare al potere e, i giovani ragazzi di Forcella cercano di uscire dai bassifondi per conquistare una nuova piazza dello spaccio. Gli animi si riscaldano e si teme il peggio. E in un’ottica di rinnovamento, è proprio Ciro di Marzio che cerca di mettere pace tra i clan, siglando un patto di Alleanza. Il potere dei soldi, però, è un piatto appetitoso e forse neanche questa alleanza può mettere fine a una guerra imminente tra tutti i personaggi coinvolti.

La terza stagione risulta essere la migliore non solo per una storia tesa e coinvolgente, ma soprattutto perché viene approfondita la caratterizzazione dei singoli personaggi. Si delineano uomini e donne dall’animo spezzato, costretti a ingannare, a tramare alle spalle e a uccidere pur di restare a galla.

Quanto c’è di vero dietro il successo di Gomorra?

Il libro che ha ispirato la serie è stato pubblicato nel 2006 dalla Mondadori e subito è diventato un vero e proprio caso editoriale. Amato e odiato dalla critica, il romanzo di Saviano ha venduto più di due milioni di copie solo in Italia e dieci nel mondo, ed è stato tradotto in ben 52 lingue. Accusato perché avrebbe dato troppo visibilità alla mafia danneggiando ancora di più l’immagine del nostro Paese nel mondo, le critiche non hanno influito sulla viralità del fenomeno. Saviano infatti non ha certo smesso di raccontare il lato oscuro di Napoli, dopo Gomorra è uscito Zero, Zero, Zero e la Paranza dei Bambini. Il suo primo libro resta comunque quello più discusso, e rappresenta un viaggio di cuore e di pancia nel mondo della malavita organizzata, in un percorso che tocca le città di Napoli, Casal di Principe, Casapenna e Mondragone. Si pone l’attenzione sul commercio di scarpe, dell’abbigliamento e dell’alta sartoria. Come si affronta la piaga della Terra dei Fuochi e del ruolo delle donne affilate ai boss. E si alza il velo anche sull’organizzazione interna delle famiglia, senza dimenticare le lotte per il potere e l’egemonia sui traffici.

La serie comunque prende spunto da alcuni eventi narrati nel libro. La prima stagione, ad esempio, è molto vicina alle inchieste. Molti sono i nomi che per copione vengono cambiati, ma la sostanza è la stessa. La famiglia Schiavone che appare più stesso nel libro e che è al centro di diversi traffici illeciti, "rivive" in tv attraverso le vicissitudini dei Savastano, clan dominato dal pugno duro di Don Peppe e di sua moglie Imma. Non solo. Si apre anche una lunga parentesi su quella che è stata soprannominata la "guerra di Secondigliano" (che è uno degli avvenimenti principali della terza stagione) in cui diverse famiglie si scontrano per il controllo delle piazze. Senza dimenticare uno sguardo al sesso "debole" dei clan. La presenza del potere forte di una donna resta la costante sia del libro che della serie tv. Con lo scorrere degli episodi, però, la serie tv prende le distanze dalle inchieste portate alla luce da Saviano, preferendo puntare su una storia intrigante ma proiettata verso l’intrattenimento più puro. Una scelta che, di fatto, ha decretato il suo successo in un’ampissima fascia di pubblico, anche da quel tipo pubblico che ha criticato le inchieste di Saviano. Seppur c’è tanto realismo in Gomorra, a trionfare è stato il fattore "fiction", che ha romanzato fatti di cronaca nera e giudiziaria.

Risse e spaccio di droga. Gli attori e i problemi con la legge

C’è un fatto di cronaca che ha interessato uno degli attori di Gomorra. Nel giugno del 2019, Vincenzo Sacchettino, che nella serie ha interpretato Danielino, il giovane meccanico che nella prima stagione viene arruolato da Ciro di Marzio, è stato arrestato per spaccio di droga. All’età di 21 anni, l’attore è stato fermato dalla polizia a Scampia e accusato di essere in possesso di sostanze stupefacenti. I fatti riportano che il giovane è stato intercettato mentre vendeva droga a un cliente. Ma non è la prima volta che Vincenzo Sacchettino finisce nel mirino delle forze dell’ordine. Poco dopo la fine delle riprese, era il gennaio del 2014, è stato coinvolto in una rissa ed è stato ferito persino da una decina di coltellate, durante la colluttazione. E sette fendenti erano potenzialmente letali. Oltre al giovanissimo attore si ricorda anche Nicola Battaglia, che ha preso parte però al film diretto da Garrone. Lì era uno dei ragazzini fedeli al boss che ha subito alla prova del "fuoco", e nella realtà è finito agli arresti per spaccio di droga. Un "lavoro"non così diverso da quello che svolgeva sul set.

È tristemente celebre, inoltre, l’arresto di Salvatore Russo. Non è apparso nella serie tv ma è stato uno dei boss del film di Matteo Garrone. La cronaca riporta che l’attore è stato arrestato in un blitz anti-droga a Napoli. Sorpreso in una piazza di spaccio, Russo è finito in manette con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il suo arresto pare che sia stato fondamentale per arrivare al clan di “Vanella Grassi”. Non solo attori, ma anche semplici comparse hanno avuto grossi problemi con le autorità. Come Marcello D’Angelo e Giovanni Venosa. Entrambi sono stati arrestati a Castel Volturno perchè appartenenti a un clan dei casalesi. E poi è stata la volta di Bernardino Terracciano, che nel film diretto dal regista di "Pinocchio" ha interpreetatoi il boss "Zì Bernardino", ed è stato condannato all'ergastolo per duplice omicidio. Diversi sono i casi che hanno popolato le pagine di cronaca nera durante (o dopo) le riprese del film e della serie tv, tanto è vero che in molti hanno definito quello di Gomorra un “set maledetto”.

Gomorra e il "fascino del male"

La serie tv sa essere violenta ed estremamente sadica, eppure proprio in queste caratteristiche si trova la ragione del suo successo. Gomorra ha un fascino che seduce, riesce ad entrare nel cuore del pubblico perché mostra un mondo senza vinti né vincitori, regala allo spettatore la visione di una società malata in cui non esiste la redenzione e dove tutto è o bianco o nero. Questo perché si celebra il fascino del male attraverso i suoi stessi occhi. Così si spiega anche il motivo per quale i personaggi più cattivi e subdoli, alla fine, sono quelli più amati. Come quello di Donna Imma che, in tutti modi, cerca di preservare l’eredità del suo impero a favore del figlio; oppure come la leggendaria Scianel, una donna subdola e cattiva che pensa solo al suo tornaconto personale. E come non menzionare il giovane Sangueblù (personaggio di spicco della terza stagione) che con coraggio inizia la sua scalata nel mondo della malavita; senza dimenticare il mitico Ciro di Marzio, un uomo dalle infinite qualità che persevera un unico obbiettivo: sopravvivere in un mondo in cui vige la legge del più forte.

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Commenti

justic2015

Lun, 14/09/2020 - 16:08

Schifezza dicono a napule cosa si poteva aspettare di buono .

ValdoValdese

Lun, 14/09/2020 - 17:29

Una volta era permesso rappresentare il male al cinema e alla televisione a patto però che alla fine della storia vi prevalesse il bene, ma, nel caso di questi serials, la fine non viene mai e quindi, non essendovi mai rappresentata la vittoria finale del bene, finiscono per essere profondamente immorali.

Ritratto di bandog

bandog

Lun, 14/09/2020 - 18:41

ed i giovani italioti si immedesimano tatuandosi e comportandosi da bulletti!!

Ritratto di Beppe58

Beppe58

Lun, 14/09/2020 - 18:51

Si chiama metodo Stanislavskij. Riletto all'italiana.