Simona Izzo: "Sono delusa dal Pd di Zinga... E sono sorpresa da Berlusconi"

Intervista alla regista romana: dal ruolo delle donne nella società alla pandemia, passando per Roma e per il suo lungo matrimonio con Ricky Tognazzi

Simona Izzo: "Sono delusa dal Pd di Zinga... E sono sorpresa da Berlusconi"

Si può essere moglie, madre, nonna, gemella e anche professionista di successo. Tutto insieme, se ti chiami Simona Izzo è possibile. La regista e sceneggiatrice, nonché attrice e doppiatrice, è l’esempio perfetto di una donna che ce l’ha fatta. È riuscita nell’impresa di barcamenarsi tra un matrimonio che dura da 35 anni con Ricky Tognazzi, una famiglia allargata (“Mio marito la chiama la minoranza etnica”) e un lavoro che le ha regalato e continua a regalarle grandi soddisfazioni.

“Nella mia vita ho sempre lottato e sono riuscita a raggiungere i miei obiettivi. Mi rendo conto però di come le donne ancora oggi in Italia facciano molta fatica ad emergere. Per questo è arrivato il momento di raccontare storie al femminile”. Stasera su Canale 5 va in onda l’ultima puntata di “L’amore strappato”, una fiction nella quale Simona Izzo è regista insieme al marito Tognazzi, protagonista Sabrina Ferilli che interpreta il ruolo di una madre vittima di un clamoroso errore giudiziario, costatole l’allontanamento dalla figlia. E ad aprile sempre su Mediaset ci sarà un’altra fiction del duo Izzo-Tognazzi, “Svegliati amore mio”, un’altra storia al femminile interpretata sempre dalla Ferilli.

Perché, secondo lei, per le donne è ancora così difficile emergere?

“Perché hanno tanti ruoli, sono ‘cangure’, le chiamo così. Portano nei loro marsupi i problemi di tutti i giorni e spesso sono costrette a scegliere tra il lavoro e la famiglia. Nel 2021 questo non è più accettabile”.

Prima lo era?

“No, certo neanche prima lo era. Pensi che quando 40 anni fa ho scritto la mia prima sceneggiatura, ho dovuto firmarla con uno pseudonimo. Lina Wertmüller non credeva neanche che l’avessi scritta io. Mi disse: una scrittrice non ha i tacchi, va con le scarpe basse. Ma io non ho mai rinunciato alla mia femminilità”.

Nel frattempo però le cose sono cambiate?

“Beh, certo. Qualcosina è cambiata, ma nel cinema le registe si contano sempre con le dita di due mani, non di più. E non va molto meglio in politica”.

Si aspettava più donne nel governo?

“Mi aspettavo più donne del Partito Democratico. La Serracchiani, per esempio, pensavo potesse tranquillamente fare il ministro. Mi ha sorpreso invece Berlusconi. Ora spero in ogni caso che con le nomine dei sottosegretari ci sia un riequilibrio”.

È d’accordo con le quote rose?

“Non mi piacciono. Servirebbe solo il buonsenso”.

Lei è romana di Roma. La Capitale è amministrata da una donna…

“È vero, ma diciamo la verità: io non ho votato la Raggi, ma avrebbe difficoltà ad amministrare Roma anche un uomo”.

È ridotta così male la sua città?

“È una bellissima moglie, che si fa sempre più sciatta e più indifferente. Io ho deciso di abitare alle porte di Roma, perché non sopportavo più il traffico e il caos. Se vai dal dentista, puoi fare solo quello perché perdi mezza giornata per arrivarci. Qui per le distanze finiscono persino le storie d’amore”.

La sua però dura da 35 anni. Qual è il vostro segreto?

“Io e Ricky amiamo le stesse cose. Non ci siamo mai lasciati. Litighiamo come tutti, ma facciamo pace sempre prima di andare a letto. Un giorno mi ha scritto: mi rovini la giornata, mi risolvi la vita. Così non ci siamo depressi”.

Neanche in tempo di pandemia?

“Devo dire che mi sento molto fortunata perché ho una casa grande, con un giardino che mi ha permesso di non subire troppo le restrizioni. Ho continuato a lavorare e per questo mi sento anche in colpa. So di molti colleghi in difficoltà ed è terribile vedere i teatri e i cinema chiusi”.

Dovrebbero riaprire, secondo lei?

“In sicurezza, perché no? Con mascherina e distanziamento. Spero accada presto”.

Cosa le manca di più della vita precedente al Covid?

“Mia madre. Vado ogni settimana a trovarla con la mascherina. Ma posso vederla solo da lontano. Lei mi guarda e mi dice: con questo becco mi sembri un’oca. Spero davvero di poterla riabbracciare presto”.

Ha fiducia in Draghi?

“Sì, mi piace molto. Apprezzo la sua riservatezza, non eravamo più abituati. Non perde tempo a comunicare sui social, ma lavora. Penso che sarà d’esempio per tutti: ci insegnerà a concentrarci di più e a perderci meno nella rete”.

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