"È stato un piacere immergermi in Napoli, la mia Roma invece..."

Al Prix Italia l'attore ha presentato "I bastardi di Pizzofalcone 2" (dall'8 ottobre su Raiuno)

"È stato un piacere immergermi in Napoli, la mia Roma invece..."

nostro inviato a Capri

Fare il poliziotto simpatico e inquieto gli viene benissimo. Così lo rivedremo di nuovo protagonista in I bastardi di Pizzofalcone, la serie, ambientata in uno scalcagnato commissariato di Napoli, che l'anno scorso ha avuto grande successo su Raiuno. Alessandro Gassmann, come i suoi colleghi, è un eroe malconcio, dal passato pieno di ombre, che cerca di rifarsi una vita mentre viene a capo delle vicende più improbabili. Nella prima puntata in onda lunedì 8 ottobre presentata al Prix Italia, il premio internazionale televisivo della Rai in corso a Capri, deve affrontare il caso di una neonata abbandonata e della madre morta ammazzata. Con la regia di Alessandro D'Alatri (alla sua prima volta in tv), l'adattamento di Maurizio de Giovanni, dai cui romanzi è tratta la serie, e la presenza nel cast di Carolina Crescentini e Tosca D'Aquino, la fiction è composta da sei puntate. E già si pensa alla terza stagione.

Ma prima di parlarci dei Bastardi, Gassmann si lascia andare a un ricordo di Paolo Granzotto, cofondatore e colonna portante del Giornale. «Sono cresciuto con lui, era uno dei migliori amici di mia madre (Juliette Mayniel), una persona straordinaria, mi manca tantissimo. Mi ricordo un viaggio bellissimo in macchina con lui, mia madre e l'allora marito di lei, da Roma a Cannes. Da grande ho imparato ad apprezzarne la scrittura, ma da piccolo era una specie di zio, mi dava attenzione, una cosa molto importante per me figlio di una figura così imponente (Vittorio Gassman) e di una madre sui generis: mi ha aiutato ad avere fiducia in me stesso. Uno dei ricordi più belli della mia infanzia».

A proposito di figli, il suo, Leo, è apparso nella scorsa puntata di X Factor e si è preso quattro «sì» dai giudici: glielo aveva detto che avrebbe partecipato al talent di Sky?

«No, ha fatto tutto chiuso nella sua stanzetta. Me l'ha rivelato dopo essere stato scelto. Comunque sono contento: è un ragazzo serio, dolce, gentile, fa l'università e ha passione per la musica. Non è come me alla sua età: io ero uno scapestrato, una capra a scuola, bravo solo nello sport, sono scappato di casa a 18 anni. Dovevo andarmene, per forza, per trovare una mia strada...».

Leo è figlio e nipote Gassman. La creatività si eredita?

«Credo che sia l'amore dei genitori a coltivarla. Se hai una famiglia che ti fa capire quanto sia bello fare il mestiere dell'attore o del cantante, sei favorito. Mio padre era severo con me, come io lo sono con mio figlio. Pochi paletti, ma invalicabili. Mi diceva: se devi scegliere tra due strade prendi quella più faticosa. Dunque Leo potrà fare il cantante, ma deve finire l'università...».

E lei fatica parecchio. A cosa sta lavorando?

«Sto doppiando Benedict Cumberbatch nel film animato Il Grinch che fa molto ridere, un folletto che odia il Natale: uscirà in Italia a novembre. Poi sto preparando un adattamento di Fronte del porto ambientato nel porto industriale di Napoli nel 1978, quindi si parla di camorra. A inizio ottobre comincerò a girare la commedia Croce e delizia di Godano che racconta l'incontro tra due famiglie opposte per ceto e cultura. Da metà 2019 curerò un'altra regia teatrale con un testo magnifico di Maurizio de Giovanni, Il silenzio grande, storia di una famiglia aristocratica di Posillipo che deve abbandonare la propria casa».

Praticamente Napoli l'ha adottata.

«In effetti ormai ci passo più tempo che a Roma. Girare I bastardi me l'ha fatta conoscere da dentro, mi ci sono immerso. La nostra serie trasuda di Napoli, la città è uno dei personaggi».

E la sua Roma, come la vede?

«Sono convinto che la Raggi sia una persona onesta, ma l'amministrazione non sta funzionando. Non ho mai visto la città ridotta così. Del resto, il Paese non va molto meglio...».

Cosa pensa di questo governo?

«Sono molto preoccupato. Questi signori hanno lavorato sul ventre dell'Italia che è prolassato. Ma la situazione attuale è la conseguenza di ciò che non è stato fatto prima. Ora non c'è più opposizione ed è molto preoccupante».

Lei è impegnato socialmente...

«Ora sto cercando di rimettere in piedi il teatro popolare che fondò mio padre negli anni '50. Vorrei realizzare un tendone in periferia: lezioni gratis per i bambini la mattina e la sera spettacoli a prezzi bassi. In questo ho trovato ascolto nel Comune di Roma».

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