Gli stupidi hanno vinto e costruiranno la Stupidità artificiale

Un divertente pamphlet di Farrachi irride l'imbecillità (e la bruttezza) dei nostri tempi

Gli stupidi hanno vinto e costruiranno la Stupidità artificiale

Stupidi, cretini e imbecilli sono sempre stati al centro dell'attenzione degli scrittori. Fruttero & Lucentini si sono concentrati sulla prevalenza del cretino. Carlo M. Cipolla ha addirittura individuato le leggi della stupidità. Cretini e imbecilli sono stati descritti nel dettaglio da Georges Bernanos. L'imbecille, che vive di pregiudizi, diventa coriaceo col passar del tempo. Impossibile redimerlo. La globalizzazione, tra le altre colpe, ha permesso a cretini e imbecilli di raggiungere anche i più remoti territori del pianeta.

Torna sull'argomento lo scrittore francese Armand Farrachi nel divertente pamphlet Il trionfo della stupidità (Fandango, pagg. 84, euro 12). Nella nostra epoca, la tecnologia digitale e la Rete hanno portato rapidamente gli stupidi al potere. Un primo segno di stupidità è ritenere stupide le idee che non condividiamo. Gli scontri all'ultimo insulto sui social sembrano rientrare in questa categoria. Altro segno di stupidità è mettere tutte le opinioni sullo stesso piano. Insomma, il relativismo è stupido. Qui siamo nel cuore della società odierna che contesta la scienza, irride le competenze, premia i ciarlatani che promettono l'impossibile. Farrachi forse si offenderà ma ci sono pagine inequivocabilmente da «reazionari». Sono quelle in cui spiega che «uno vale uno» non è una buona unità di misura. Un romanzo mediocre ma ben pubblicizzato non vale un classico. L'istruzione superficiale a tutti i livelli non vale l'istruzione più severa di un tempo. La scienza è una cosa seria e non include i venditori di fumo. Gli imbecilli sono sempre in agguato e pronti a delegittimare chi ha opinioni in contrasto con le loro: «È impossibile criticare la politica dell'istruzione senza essere elitista, così come era impossibile criticare il Partito comunista senza dare prova di un anticomunismo primario, l'islam senza essere islamofobo, o la politica di Israele senza essere antisemita, un po' come se il nazismo si fosse riparato dietro la germanofobia». Volano i ceffoni contro la «deculturazione»: la scuola che sostituisce i testi letterari con gli articoli di giornale; il finto ideale egualitario, una scusa per appiattire il sistema educativo e abolire il merito; gli artisti mediocri che si avventano come cavallette sui pochi soldi destinati alla cultura. Tutto questo ha innescato un altro fenomeno: il trionfo degli stupidi è anche la sconfitta della bellezza. Siamo sommersi da «una vera e propria marea di bruttezza, fenomeno senza precedenti nella Storia». Basta dare un'occhiata alle nostre città decorate dalle opere delle cosiddette archistar. Il Partenone o il Colosseo non possono essere stati costruiti da un imbecille. Ma che dire dei grattacieli fotocopia che hanno invaso le città? Dei ponti pedonali di Venezia belli ma scivolosi? Dell'Auditorium tutto specchi che surriscalda i palazzi accanto e ne acceca gli abitanti? Dei musei spettacolari nei quali non si riesce ad appendere un quadro?

I benpensanti, in un ipotetico campionato della stupidità, probabilmente vincerebbero. Come possiamo identificarli? Farrachi non ha dubbi: «Le loro idee sono giuste, generose, moderate: detestano il razzismo, temono l'estremismo, si rammaricano per la povertà, amano la democrazia, difendono i diritti umani e della donna, ovviamente, delle minoranze, dei bambini». Tanta bontà nasconde un'ipocrisia di fondo e una censura che si spinge fino all'autolesionismo. Farrachi ha ragione. Ricordate il capodanno di Colonia con molestie di massa da parte degli immigrati musulmani? Per non puntare l'indice contro una minoranza, e correre il rischio di essere etichettati come razzisti, le notizie sulle innumerevoli denunce sono filtrate un po' alla volta. Le istituzioni avevano scelto il profilo basso, cioè il silenzio. Il capitolo della stupidità dei politici è molto lungo. Possiamo dire che tutto quello che abbiamo fino a qui raccontato gioca proprio a loro favore. Plasmare un popolo di stupidi, attraverso la scuola e i media, è nel loro interesse. Una massa indistinta e disinformata si governa con minore fatica. Dunque i politici non sono sempre stupidi ma quelli intelligenti spesso incoraggiano e favoriscono la stupidità. Insomma, non c'è via di uscita...

Continuando di questo passo, invece dell'Intelligenza artificiale costruiremo la Stupidità artificiale.