Tanto sesso per raccontare il nichilismo gay «L'inconnu du Lac» va a caccia di scandalo

Tanto sesso per raccontare il nichilismo gay «L'inconnu du Lac» va a caccia di scandalo

Un numero rivelante di giochi di bocca, giochi di mano, natiche en plein air e natiche in piena occupazione nel nome dell'amore libero purché omo, riempie la scena di L'inconnu du Lac, di Alain Guiraudie nella sezione «Un Certain Regard». Racconta l'universo chiuso, e per certi versi claustrofobico, in cui la gayezza trova la sua ragion d'essere: il sesso per il sesso, senza sentimenti, legami... Investigando su un omosessuale trovato annegato in un lago la cui spiaggia e relativa pineta sono luogo di dragaggio, un ispettore di polizia resta colpito proprio da questo: ci si ama fra sconosciuti di cui non si conosce neppure il nome... Si è soli insieme, insomma, ma intorno a tutto questo ruota una pulsione distruttiva che, nel film, viene incarnata da un cacciatore sessuale compulsivo, che si sbarazza dei suoi partner quando diventano troppo legati. Senza nascondere nulla, il film di Guiraudie, traccia un ritratto, a volte ironico, di questo tipo di comunità, dove c'è spazio per il voyeur, come per il super igienista, per il feticista come per il finto etero. Su tutto però grava desolazione e distruzione, come se l'abbandonarsi debba necessariamente arrivare all'annientamento.

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