«A teatro con le mie Milf racconto i quarantenni»

Marta Calcagno Baldini

Nella ricca sezione che la stagione 2016/17 del Teatro Manzoni dedica al Cabaret, dal 12 dicembre all'1 gennaio sarà in scena Angelo Pintus, il triestino con origini sarde classe 1975 che porterà il pubblico a festeggiare anche il Capodanno con il suo personaggio, la Milf, ovvero le signore (ma forse è consigliabile continuare a chiamarle ragazze) sui quarant'anni.

Come ti è venuta l'idea delle Milf?

«Una Milf sono io, non nel senso che sono una donna, anche se la mia parte femminile è fondamentale in quanto ritrovo lì la mia creatività. Rappresento le Milf perché esserlo significa aderire a uno stile di vita che si inizia a condurre quando si compiono quarant'anni. Avere quell'età oggi comporta dei cambiamenti, si entra in un'altra fase della tua vita. E quindi io racconto un'età, quella che sto vivendo in prima persona».

E come identifichi questo momento, come lo distingui dai trent'anni ad esempio?

«Non è facile ammettere di essere delle Milf: ho iniziato ad accorgermene dal fatto che quando mangiavo la carne la sera non riuscivo più a dormire bene, ho realizzato che quasi all'improvviso si passa dall'essere giovani al non esserlo più...»

Milf a parte, tu hai cominciato a lavorare nei villaggi turistici: quanto devi per il tuo successo a questa esperienza, e quanto invece a Mediaset?

«Sono anzitutto grato ai Valtur perché lì ho davvero imparato le basi di tutto quello che oggi faccio: è un'esperienza che mi ha insegnato tantissimo, e anzi ci sono recentemente tornato. I Villaggi sono ancora un'ottima palestra. Lavorare in televisione anche è importante, soprattutto perché favorisce la popolarità».

Tu hai iniziato già nel 2000 a recitare, cosa pensi del Cabaret italiano 2.0 in epoca di internet?

«Il problema è che iniziano a mancare i monologhisti, sono sempre meno: e questo accade perché si va sempre più a lavorare in tv, che come dicevo favorisce la popolarità, ma ha il difetto di stringere troppo, non ti lascia spazio per parlare ed esprimere il personaggio al meglio».

Se dovessi reinventarti un lavoro, con cosa cambieresti quello di cabarettista?

«Credo che vorrei fare lo chef, girerei il mondo... e forse guadagnerei anche molto di più!».

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