Toni Santagata si porta via un pezzo di folk italiano

È famoso soprattutto per l'allegra Quant'è bello lu primmo ammore (addirittura censurata dalla Rai) ed un simbolo del folk pugliese

Toni Santagata si porta via un pezzo di folk italiano

È famoso soprattutto per l'allegra Quant'è bello lu primmo ammore (addirittura censurata dalla Rai) ed un simbolo del folk pugliese ma Toni Santagata (nome d'arte di Antonio Morese, nato appunto a Sant'Agata di Puglia) si è fatto conoscere come cantautore e cabarettista in tutta Italia e in mezzo mondo, con ciliegina sulla torta un concerto al Madison Square Garden di New York.

Un mese fa aveva raccontato le sue avventure su Raiuno a Serena Bortone a Oggi è un altro giorno e ieri se n'è andato a 85 anni. Un pugliese molto noto anche a Milano, che nei primi anni Settanta lo vide protagonista - come cabarettista e foksinger - al mitico Derby Club da cui uscirono tanti giganti dello spettacolo. Scrisse e cantò tanto anche in italiano, ma ottenne i maggiori successi col dialetto, come per esempio la vittoria a Canzonissima 1974/75 nella speciale sezione folk con il brano Lu maritiello. L'anno prima però si era imposto al Festival di Sanremo con il pezzo Via Garibaldi, che vinse il premio della giuria per il miglior testo.

Sfuggiva dunque a qualsiasi definizione Toni Santagata, che negli anni ha imperversato in tanti programmi televisivi e radiofonici come conduttore (era un animale da palcoscenico e un artista dotato di grande spirito) passando da programmi Rai come Il dirigibile (lo show per ragazzi in cui aveva il ruolo del comandante) a Cabaret di mezzogiorno per Radiorai.

Ha partecipato a show musicali popolari come il Cantagiro addirittura come superospite e il Festivalbar sempre fuori gara, e fu l'unico cantante invitato al Teatro Politeama di Napoli scrivendo e cantando Carissimo Totò. Tra i suoi brani in italiano spiccano Il gallo contestatore, La pagnotta, Il seminatore, Austerity presentata a Canzonissima e inserita nella colonna sonora del film Pertini il combattente e scrisse anche (nel 1970) la sigla del programma televisivo A come agricoltura. Sempre legato alla sua Puglia, ha svolto la sua attività principalmente a Milano e Roma, dove viene ricordato oggi come cantante e uomo di spettacolo d'altri tempi di rara simpatia e professionalità.

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