Cronache

Torino, non c'è pace per il Salone

Indagati Fassino e l'assessore alla Cultura per turbativa d'asta nel 2015

Torino, non c'è pace per il Salone

Altre due crepe strutturali in quel che rimaneva del management pubblico del Salone di Torino: avviso di garanzia dalla Procura all'assessora alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi, e all'ex sindaco di Torino Piero Fassino. Si parla di turbativa d'asta, ma anche della votazione del bilancio 2015. Entrambi gli avvisi notificati ieri, nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarità nella gestione del Salone del Libro, avviata nel 2015 con l'iscrizione nel registro degli indagati dell'allora presidente della Fondazione per il Libro Rolando Picchioni, accusato di peculato.

Sia Fassino che la Parigi si dicono sereni e/o fiduciosi nell'operato della magistratura. Ma la verità è che il Salone non ha pace. L'inchiesta prima e la nascita della kermesse milanese poi hanno inferto due colpi pesanti alla trentennale manifestazione torinese. È vero che a maggio 2017 Torino fece grandi numeri, perché la città reagì alla nascita di «Tempo di Libri» a Milano. È vero che la prima edizione a Rho Fiera non ebbe il successo sperato, soprattutto per le date concorrenziali e sfavorite per il capoluogo lombardo. Ma quest'anno Milano si presenta ai visitatori già l'8 marzo, agguerritissima grazie al nuovo direttore Andrea Kerbaker che prevede fuochi d'artificio su contenuti e connessioni con la città. Mentre se, e come, Torino arriverà a maggio con il Lingotto pieno di libri è ancora un punto di domanda. Domanda che riguarda anche lunghe code di debiti da sanare...

Proprio prima di Natale era stato approvato il protocollo d'intesa che affidava a Circolo dei Lettori (per il Lingotto) e Fondazione per la Cultura (per il «Salone Off») l'organizzazione della 31a edizione, con una regia di cui fanno parte il presidente della Fondazione Massimo Bray, il suo vice operativo Mario Montalcini, il presidente del Circolo dei Lettori Luca Beatrice e la direttrice Maurizia Rebola, la segretaria generale della Fondazione per la Cultura Angela La Rotella e il segretario generale Michele Petrelli. Ma all'attuale dirigenza tocca tenere le dita incrociate ed essere garantista, poiché la tanto temuta inchiesta quella che aveva fatto sollevare tacchi e poltrone all'Associazione Italiana Editori lo scorso anno - continua a dragare.

A fine dicembre era stata messa all'ordine del giorno una «newco», nuovo contenitore che i soci pubblici hanno garantito vedrà la luce entro aprile 2018: «Questo nuovo contenitore aveva detto il presidente Chiamparino - sarà aperto a nuovi protagonisti e soci, anche con modalità diverse, per consentire a tante espressioni del territorio e non solo, di essere protagoniste». Vedremo se il tutto verrà confermato nel secondo incontro dei manager il 19 gennaio: c'è chi dice infatti che solo passata l'edizione numero 31 in giudicato in tutti i sensi il Salone tornerà a respirare e che la «newco» dovrebbe nascere da giugno in poi, con vertici tutti da immaginare e, dicono le voci, un ruolo importante per Maurizia Rebola...

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