Confessione choc di Vasco Rossi: "Vi dico a cosa sono sopravvissuto"

In una lettera pubblicata su Vanity Fair, Vasco Rossi si racconta rivelando diversi retroscena sulla sua vita e sulla sua carriera

Confessione choc di Vasco Rossi: "Vi dico a cosa sono sopravvissuto"

È un vero e proprio idolo della musica di ieri e di oggi. A 68 anni Vasco Rossi ancora non ha smesso di cantare e di far emozionare il pubblico, confermandosi come un artista duro, forte, spregiudicato e dal grande appeal. Lui si definisce un "sopravvissuto" dato che nel corso della sua "vita spericolata" ha avuto diversi problemi da affrontare. E, senza peli sulla lingua, snocciola il suo presente, il suo passato e il suo futuro in una lettera pubblicata su Vanity Fair. L’ultimo numero del mese di novembre sarà diretto da Cesare Cremonini e, il cantautore bolognese, affida al Blasco alcune pagine del settimanale per raccontare il suo vissuto tra droga, eccessi e grandi successi di pubblico.

"Sono un sopravvissuto alla noi" esordisce tra le pagine del giornale. "Vivendo a Zocca sapevo che da lì bisognava partire perché, se sei in pensione ci stai benissimo, ma se hai 20 anni non c’è proprio nulla da fare", aggiunge. La lunga lettera ripercorre tutta la sua vita da artista. Dai primi anni ’70, dalle sue prime esperienze in radio, le prime canzoni e il ricordo per gli amici di sempre. Vasco Rossi è un vero e proprio fiume in piena. "Lo dico e ridico: sono un vero e proprio sopravvissuto. Sono sopravvissuto agli anni di piombo, alle Brigate Rosse, alla Lotta Continua e al Potere Operario –ammette -. Tutti sembravano dei matti. Erano tutti studenti. Di mattina in piazza e la sera a casa per un’altra battaglia con i genitori", aggiunge.

Per Vasco Rossi gli anni ’80 sono stati quelli più belli del secolo, "quelli divertenti, quelli del rock e quelli della provocazione ai finti perbenisti –aggiunge-. Ne ho fatte di cose. Negli anni ’90 arriva l’amore, la droga e tutto il resto. Ho pagato per i miei errori". E infatti, una lunga parentesi viene dedicata alla sua Laura che definisce una compagna straordinaria. E poi arrivano gli anni 200 che per lui sono stati i più faticosi.

"Sono andato in depressione- rivela -. Gli amici cominciavano a morire intorno. E poi le tre malattie mortali. Sono andato in coma per 3 o 4 volte. Per questo posso dire di essere un Super-sopravvissuto", conclude. Grande successo dunque per l’iniziativa portata avanti da Cremonini che ha fatto emergere il vero Vasco Rossi, non solo l’artista ma soprattutto l’uomo che vive dietro al mito.

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