Wanna Marchi e la figlia confessano: "Andiamo all'Isola perché dobbiamo lavorare"

Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile, in un'intervista a Chi, motivano la loro decisione di partecipare all'Isola dei Famosi: "Ora siamo pulite, dobbiamo recuperare la nostra dignità"

Wanna Marchi e la figlia confessano: "Andiamo all'Isola perché dobbiamo lavorare"

Wanna Marchi e Stefania Nobile confermano la loro partecipazione all'Isola dei Famosi: "Ci andiamo perchè abbiamo bisogno di lavorare".

Sul numero di Chi in edicola da mercoledì 11 gennaio, Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile, parlano della nuova avventura in Honduras. "Sogno di restituire una dignità a mia madre - confessa Stefania Nobile -. Non voglio che la gente la ricordi prima come la regina delle televendite, poi come la regina delle truffe. Mi fa troppo male. Per questo ci mettiamo in gioco e partecipiamo all’Isola dei Famosi".

Nella lunga intervista, la figlia di Wanna Marchi dichiara anche: "Alcuni criticheranno la nostra scelta ma noi abbiamo sbagliato e pagato tutto quello che c’era da pagare. Oggi siamo due cittadine oneste e pulite che hanno bisogno di lavorare. Cosa volete dalle Marchi? Abbiamo fatto nove anni e passa di carcere. Volete darci la pena di morte?".

Wanna Marchi e Stefania Nobile, nel 2009, sono state condanante in via definitiva per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere finalizzata alla truffa a seguito di trasmissioni televisive in cui raggiravano i telespettatori. Ora le due donne dicono di essere pronte a ricominciare e vogliono mettersi in gioco.

"Io non sopporto chi punta il dito senza andare oltre - prosegue la Nobile -. Siamo sinceri: noi sappiamo e conosciamo tutti i nostri errori. La giustizia ci ha fatto pagare un conto salatissimo. Io e mia madre assommiamo più di 18 anni di carcere in due. Attraverso il più duro dei reality possiamo metterci a nudo e far capire che non siamo due mostri".

Poi a parlare è anche Wanna Marchi che confessa di non provare alcun risentimento: "Nemmeno per Striscia la notizia, che ha dato il via all’operazione Tapiro di sale su cui si è poi basata l’inchiesta giudiziaria. Abbiamo bisogno di raccontare chi siamo: due persone pulite e libere con tanto di passaporto e documenti in regola. Noi abbiamo pagato. Io vivo di pensione, che non arriva a 500 euro in totale, dopo oltre 40 anni di contributi versati. Non auguro a nessuno di cadere all’inferno, chiedere una mano e non trovare nessuno che te la tenda. Non voglio la pietà di nessuno. Ho cercato lavoro, ma nessuno vuol dare un posto a Wanna Marchi. E poi io nasco e morirò in tv. Io e mia figlia cammineremo sempre a testa alta. Nel bene e... nel bene. Di male non c’è niente! Il male sta negli occhi di chi vuole vederlo a tutti i costi".

Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile concludono l'intervista a Chi con una battuta: "Il nostro motto non sarà più d’accordo? ma Adosss!, che vuol dire Rivincita". La battuta delle due donne ha un significato ben preciso. D'accordo, infatti, era l'urlo caratteristico che la Marchi utilizzava nelle sue trasmissioni per ottenere l'assenso dei telespettatori.

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