Tra Will e Chris recidivi sono gli Oscar a godere (ma Netflix e Prime no)

I precedenti che hanno portato allo schiaffone. Il litigio è anche riuscito a risvegliare gli ascolti

Tra Will e Chris recidivi sono gli Oscar a godere (ma Netflix e Prime no)

Nulla nasce per caso e la reazione, agli Oscar, di Will Smith contro Chris Rock, con tanto di sberlone rifilato in diretta sul viso dell'uomo che aveva osato offendere sua moglie (pur con una battuta pessima, per non dire cretina), potrebbe non essere solo figlia di un attacco improvviso di rabbia. Gag, tra l'altro, che pare non fosse prevista nel copione, a dimostrazione che non c'era nulla di preparato.

I PRECEDENTI Tra i due c'erano dei trascorsi e non era la prima volta che il «comico» Chris Rock infieriva su Jada Pinkett Smith. Non solo l'alopecia, insomma, ma bisogna risalire alla notte del 2016, stesso palcoscenico, per ricordare un episodio che, probabilmente, la coppia non aveva mai digerito. Era l'anno del cosiddetto So White, con il boicottaggio alla manifestazione «troppo bianca» lanciato dalla stessa Jada Pinkett Smith, infuriata per la mancata Nomination, di quell'anno, del marito: «Agli Oscar, le persone di colore sono sempre le benvenute per consegnare i premi, al massimo per far divertire (con riferimento proprio a Chris Rock, presentatore della cerimonia - ndr), ma raramente siamo riconosciuti per i nostri risultati artistici».

Durante la serata, Rock aveva risposto per le rime: «Jada ha boicottato gli Oscar? È come se io boicottassi le mutandine di Rihanna. Non sono mai stato invitato». Con frecciatina anche a Smith: «Non è mica giusto che Will non sia tra le nomination. Vero. Ma non è neanche giusto che sia stato pagato 20 milioni per Wild Wild West». Film che fu un flop.

Nel 2018, poi, Smith aveva pubblicato una frase di auguri alla ex moglie Sheree Zampino per il suo compleanno, con la chiusa «Ti amo, Ree-Ree». Con Rock che aveva punzecchiato l'armonia della coppia scrivendo: «Wow. Hai una moglie molto comprensiva».

LE SCUSE Domenica notte, durante il discorso per l'Oscar vinto, Smith si era scusato con l'Academy, ma non con il rivale. Cosa strana perché se Chris Rock avesse sporto denuncia, Smith avrebbe rischiato fino a 6 mesi carcere. Sean Combs, amico di entrambi, aveva svelato che i due «hanno fatto pace al party di Vanity Fair», dove, però, il comico non si era presentato. Ieri, però, in un lungo post pubblicato su Instagram, sono arrivate le scuse ufficiali di Smith al rivale. «Scherzi a mie spese sono parte del lavoro, ma quello su un problema medico di Jada è stato troppo da sopportare e ho reagito emotivamente», ha ammesso il premio Oscar per King Richard, definendo «inaccettabile e senza scuse» il suo comportamento. «Voglio farti le mie pubbliche scuse Chris. Ho sbagliato e mi sento imbarazzato. Le mie azioni non sono indicative dell'uomo che vorrei essere». Anche se i due, si dice, non si siano ancora parlati di persona.

Scuse (forse) non casuali visto che l'Academy of Motion Pictures non ha preso bene lo sberlone (con insulto) in diretta tv, affermando che «condanna l'azione di Will Smith e sta analizzando l'incidente con l'ipotesi di adottare ulteriori misure». Addirittura, secondo l'Hollywood Reporter, Smith potrebbe non solo essere sanzionato, ma addirittura sospeso dall'Academy. Si vocifera anche di punirlo con il ritiro della statuetta vinta come Miglior Attore, ma questo è molto improbabile. Smith rischia, comunque, con il suo sindacato, la Screen Actors Guild, con conseguenze sui film in lavorazione. E teme per i futuri incassi.

VOLANO GLI ASCOLTI A godere della sfida da Ok Corral tra Smith e Rock è stata l'ABC con circa 15,4 milioni di spettatori americani sintonizzati durante la cerimonia, ovvero il 56% in più rispetto all'anno precedente. Va detto che nel 2021 si toccò il minimo storico e che, nel 2018, si arrivò a 26,5 milioni di americani. La notizia dello sberlone, rimbalzata dai social, ha sicuramente spinto molti a girare sulla diretta degli Oscar. Resta la sciocchezza di aver tagliato otto categorie dalla serata, oltretutto con risultati spoilerati da chi era in platea, rendendo inutili (e ridicole) le proclamazioni accorciate mostrate in diretta.

E APPLE GODE Come si suol dire, tra i due litiganti, il terzo gode. La vittoria di Coda come miglior film è stata anche il trionfo di Apple Tv+. Ed è la prima volta che un titolo, acquistato da un servizio streaming, si è portato a casa la statuetta più ambita. Non ci è mai riuscita Netflix, nonostante le varie Nomination ottenute negli anni, così come Amazon Prime Video. Uno smacco, soprattutto per i primi, grandi favoriti della vigilia con Il Potere del cane, forte di 12 Nomination, ma con il solo Oscar per la Regia, vinto da Jane Campion, in saccoccia.

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