Sport e mondanità: boom a Piazza di Siena

La tre giorni di equitazione nella Capitale ha  riscosso un successo senza precedenti con una manifestazione che ha portato a Villa Borghese il fascino di Ascot

Sport e mondanità: 
boom a Piazza di Siena

Roma - È la sfida tra il cavallo e un muro crudele: due metri e venti. Clyptol è l’ultimo in gara, con il suo cavaliere Ernesto Marchioli. Sulle tribune di piazza di Siena scende il silenzio. S’interrompe persino lo sfrigolio dei pop-con.

È la gara della «Potenza», spettacolo estremo, il muro da sfiorare senza abbattere, sempre più alto. Se si superano i 2 metri e 30 si porta a casa una vincita fantastica offerta dalla Snai: 100mila euro. Agli appassionati questa roulette non piace. Eppure Villa Borghese, in questi tre giorni di competizioni per la settantottesima edizione del prestigioso concorso internazionale di Piazza di Siena, non è mai stata così affollata come per questa gara. Spalti pieni, tutto esaurito. Settemilacinquecento persone, senza contare le almeno altrettante che affollano le terrazze degli sponsor, e i podisti del sabato che sbagliano strada e finiscono qui, nel centro della rappresentazione, e guardano. Sono secondi scanditi dalla tensione che fanno sembrare il recinto l’arena di una corrida. Il sole si sta abbassando su Roma.
Clyptol parte, sembra sicuro, ma poi si ferma di colpo, il terrore gli paralizza il corpo. Marchioli è disarcionato, investe un lato dell’ostacolo.

Un boato di delusione si alza dalle tribune. La nona di Beethoven sancisce la sconfitta ma è un sollievo. Il cavaliere si rialza.
Lo show è finito, nella tribuna vip s’inizia a versare il prosecco nei bicchieri. I cappelli a falde larghe delle donne (alcuni comprati proprio qui, allo stand dei «panama») si muovono e si alzano. Il montepremi della «potenza» è sfumato, nessuno dei concorrenti ha superato i due metri e 30. In pochi rimangono a guardare la premiazione, targata Italia: primo posto parimerito a Emanuele Gaudiano, Antonio Alfonso, Marco Mantella, fermi a 2.10. Anche perché la giornata a piazza di Siena, ieri, è iniziata molto prima dell’ora del cocktail: con la vittoria del campione olimpico a squadre di Pechino 2008 e Atene 2004, l’americano Mclain Ward, in sella a Rotchild, nel «piccolo Gran premio Hippy group Roma Capannelle» (categoria mista, ostacoli a 1.50), davanti all’amazzone meglio piazzata del ranking mondiale, l’australiana Edwina Alexander. All’Italia medaglia di legno. E poi un’altra vittoria di un plurimedagliato olimpico, il britannico John Whitaker, con Tadmus, che ha messo il sigillo sul premio Unicredit banca di Roma.

Ma la festa a villa Borghese è alle sei della sera. Questo è uno dei posti della Capitale dove s’inizia a capire quando a Roma sta arrivando l’estate. Per le donne abiti senza calze e cappellini, per gli uomini completi leggeri, a volte anche di lino. C’è un auto blu a pochi metri dalla tribuna d’onore. L’ospite illustre ieri è stato il viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani: «Mi ha trascinato la mia famiglia». Si scopre infatti che sia la moglie che la figlia di Romani «sono due amazzoni appassionate. Montano in un centro equestre di Birago e fanno gare di salto ostacoli». E poi si sono visti personaggi della tv come Bruno Vespa, Tiberio Timperi, l’ex conduttrice di Domenica In Lorena Bianchetti e molti generali in divisa. Trash e raffinatezza sono generi che convivono in questo luogo. Gli stand sono una rappresentazione di questo incrocio di agio e semplicità: tavolini dove si servono piccoli pezzi di sushi a poche decine di metri dal chiosco dei bomboloni grondanti di cioccolato. E poi la lunga serie dei banchi dello shopping equestre, con abbigliamento tecnico ma anche frivolissimo: stivali pitonati e frustini incastonati di Swarosky.

Oggi il gran finale, con il Gran Premio Roma (200mila euro di montepremi). A piazza di Siena si sfidano i più grandi cavalieri del mondo: il brasiliano Rodrigo Pessoa, oro ad Atene 2004 e beniamino del pubblico romano, ancora l’americano Ward, i fratelli inglesi Whitaker e il campione delle Olimpiadi di Pechino, il canadese Lamaze.

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