AAA vendesi A. Ma c'è già un problema

Oggi si decide sull'offerta. Galliani: "Quali garanzie per le future promosse?"

L'allarme firmato da Andrea Agnelli, intervenuto all'assemblea dell'Eca, è di quelli da far tremare i vetri della grande casa del calcio europeo e mondiale. «Le stime ha riferito il presidente della Juve - parlano di un crollo dei ricavi pari a 4 miliardi circa nei prossimi due anni. E secondo la Fifa, il 90% sono relativi ai soli club». Più che un allarme, è diventata una previsione catastrofica. La conseguenza può essere così sintetizzabile: «Ci attende una sfida che imporrà un cambiamento del modo in cui dovremo operare». Ecco allora la morale dell'intervento del presidente di Juve e dell'Eca, l'organismo che raccoglie i club più rappresentativi dell'Europa calcistica: niente sarà più come prima del Covid. Forse sarebbe opportuno girare l'appello anche alla Fifa, chiamata a intervenire per mettere la parola fine agli appetiti eccessivi di procuratori e agenti in materia di calcio-mercato.

Alla luce di questo inquietante scenario, può diventare ancora più centrale per le sorti della A, l'appuntamento odierno fissato dal presidente della Lega Dal Pino (foto) per esaminare le proposte di acquisto di quote dei club da parte di alcuni fondi (1,5 miliardi per il 10% in cambio della disponibilità a piazzare i diritti tv dei prossimi anni). La proposta più attraente da parte dell'advisor della Lega (Lazard) è quella costituita dalla cordata guidata da CVC Capital (sede a Londra) con il contributo di Advent (capitale americano) e Fsi, società italiana. Fino a ieri, la proposta aveva trovato grande accoglimento da parte della maggioranza dei club di serie A con l'opposizione di Lotito che aveva raccolto un ridotto numero di alleati (Udinese, Atalanta, Crotone, Verona).

Il fatto nuovo, col quale dovranno fare i conti i presidenti questa mattina, è rappresentato dalla lettera spedita a Dal Pino, De Siervo e ai 20 presidenti dei club, da Adriano Galliani, ad del Monza, salito in serie B. La missiva pone un quesito di natura tecnica complicato da risolvere. La premessa è la seguente: «Il sistema del calcio italiano prevede il meccanismo delle promozioni e delle retrocessioni, quindi col mutamento dei soggetti (club) chiamati a decidere il da farsi e, per l'effetto, a goderne i benefici, quando ci sono». Il quesito conseguente è dunque: «Quali garanzie e tutele si ritiene di offrire a chi arrivasse in serie A dopo che il denaro fosse stato distribuito ai partecipanti attuali?». Come si può cogliere facilmente, trattasi di una obiezione fondata che deve ricevere risposte convincenti prima di ottenere il via libera. La lettera di Galliani ha provocato riflessioni anche tra quei club in un primo tempo favorevoli all'approvazione. Dal Pino, sul punto, è chiamato a fornire le garanzie, legate a filo doppio alla legge Melandri che regola la materia dei diritti tv. Perciò l'approvazione in assemblea del piano oggi non viene più data per sicura. Tutt'altro.

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Commenti
Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 09/09/2020 - 12:43

C'è una sola strada: NBA e leghe professionistiche americane, sorrette da capitali di varia origine. E TV propria (non negli USA). Il prodotto deve essere promosso e imposto al mercato degli utenti, sopratutto TV. Lo stadio è un fatto romantico adatto alle megalopoli. Le leghe minori siano stabilizzate, abbiano veicolazione locale e di quartiere. Non più nazionale. E' venuta l'ora di fare i conti per davvero.