Tra abbracci e cori Spinazzola torna a casa "Ma il sogno continua"

Confermata la rottura del tendine d'Achille. Commovente il saluto al Ct e ai compagni

Tra abbracci e cori Spinazzola torna a casa "Ma il sogno continua"

Dall'altare alla polvere, per colpa di uno scatto finito male. Da Star of the Match in due partite degli azzurri a quell'infortunio che lo estromette da un Europeo di cui era stato protagonista. L'ultima corsa di Leonardo Spinazzola per gli azzurri è così nelle sue parole affidate ai social: «Purtroppo sappiamo tutti come è andata ma il nostro sogno azzurro continua e con questo grande gruppo nulla è impossibile. Io vi posso solo dire che tornerò presto!». Gli esami effettuati ieri a Roma all'ospedale Sant'Andrea, accompagnato dal medico della Nazionale Ferretti, hanno confermato la diagnosi iniziale: rottura sottocutanea del tendine d'Achille sinistro e operazione già nei prossimi giorni. Un infortunio che lo accomuna ad altri grandi calciatori del passato, da David Beckham costretto a saltare il Mondiale del 2010 a Javier Zanetti e a Martin Caceres, la cui carriera sembrava a rischio. Tutti sono tornati in campo dopo sei mesi. Oggi il consulto dal professore finlandese Orava, soprannominato «Il medico dei miracoli».

Prima di lasciare Coverciano, il gruppo azzurro gli ha risevato un congedo speciale: dopo il coro «Spina, Spina» sull'aereo di ritorno da Monaco, il romanista in stampelle ha ricevuto nella sala da pranzo un lungo applauso e un abbraccio da ciascun giocatore, con Barella che ha scherzato asciugandogli la fronte. Sentito l'abbraccio di Mancini, apparso quasi commosso. Il presidente Figc Gravina ha raccontato di essere rimasto molto impressionato dal clima al termine della gara con il Belgio: «Entrare nello spogliatoio dopo una grande vittoria e vedere un clima mesto perché un compagno aveva subito un infortunio è un momento che ricorderò come uno dei più belli della mia carriera da sportivo. In quel silenzio tombale i ragazzi hanno condiviso il dispiacere, l'amarezza e il dolore anche fisico di Spinazzola, gli auguro un rientro veloce e rapido».

«Quante volte l'hai sognato, immaginato questo europeo, ma oggi il famoso treno guidato da te, si è fermato... Ci hai fatto vivere 20 giorni meravigliosi, chi ti conosce sa quanto vali e in questi giorni lo hai dimostrato a tutta l'Europa. Hai reso tutti orgogliosi ma soprattutto nostro figlio Mattia di 3 anni», le bellissime parole della moglie Miriam sui social. «Ora ti aspetta un'altra battaglia, ma ci sei già passato, la supererai a testa alta con cuore e grinta e il tuo sorriso. Dopo la tempesta c'è sempre il sole, noi lo sappiamo bene...».

Spinazzola si è aggiunto alla lunga lista di infortunati in azzurro nelle grandi manifestazioni: i tre ko di Nesta, campione del Mondo nel 2006 giocando solo 180' poi uno stiramento all'adduttore gli negò di proseguire il torneo (i precedenti nel 1998, con tanto di causa della Lazio alla Figc, e nel 2002); prima di lui Antognoni, che visse in tribuna la finale del 1982, e Graziani, in campo al Bernabeu per appena sette minuti. E ancora Baresi, che recuperò per la finale 1994 ma sbagliò uno dei rigori della lotteria conclusiva, e Buffon: nel Mondiale 2010 uscì nell'intervallo della prima gara per il mal di schiena e non rientrò più. Nel 2000 la frattura del dito in amichevole che lo tenne fuori dagli Europei. Il più sfortunato? Montolivo. Gli infortuni gli hanno sempre negato il grande evento con l'Italia.

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