Agnelli riabilita Moggi e "tratta" con Del Piero

Il presidente della Juve: "Si può anche perdonare Luciano. Alex è una risorsa per il calcio italiano"

Andrea Agnelli
Andrea Agnelli

Andrea Agnelli a tutto campo. Ospite di «Studio in Triennale» a Milano, il presidente della Juventus non si è tirato indietro e, dialogando con Simon Kuper del Financial Times , ha toccato vari temi parlando del «futuro del calcio nel paese del calcio». Inevitabili però i riferimenti anche a calciopoli e a quello che è stato: «In una cerchia formata da venti società, c'era un modo di comportarsi che è emerso dagli atti. Lo juventino, se tutti si sono comportati allo stesso modo, non può essere l'unico a pagare. “Se sono stato l'unico a sbagliare, è giusto pagare”, deve pensare il nostro tifoso. Abbiamo sbagliato, è vero: ma chi si è comportato allo stesso modo, non può uscirne con uno scudetto in tasca. Non ci si può dimenticare di questo. A Napoli ci sono due procedimenti penali che stanno arrivando alla fine e le carte dei tribunali danno l'idea di quello che si può fare. Poi ci saranno la Cassazione eccetera eccetera: a quel punto potremo prendere una prima decisione definitiva su cosa fare in base all'iter processuale. Non ha senso parlare di prescrizione se emergono fatti nuovi. In quella stanza ci sono 20 società, non 7 miliardi. Luciano Moggi? Rappresenta una parte bella e importante della nostra storia. Siamo il paese del cattolicesimo e possiamo anche perdonare la gente».

Qualcuno storcerà il naso, la quasi totalità dei tifosi juventini no di certo. Dopo di che Agnelli - che ha anche spiegato di «riconoscersi in Chiellini» - ha anche lasciato una porta aperta per il futuro di Del Piero: «Può essere una faccia importante per il calcio italiano, non solo per la Juventus. Con lui ci sentiamo ancora e, quando tornerà, parleremo del suo ruolo nel dopo calcio che è delicato. Se tu hai giocato bene a calcio, non è detto che te la senta di svolgere un ruolo manageriale, ma sicuramente Del Piero potrebbe essere una figura giusta per guidare le istituzioni calcistiche». Suona come un'incoronazione a 360° e magari lo è pure: bisognerà vedere cosa ne penseranno l'interessato e magari anche chi dovrebbe votarlo per un qualsivoglia ruolo. Nel frattempo, arrivano le ennesime critiche al presidente federale Tavecchio: «Sono rispettoso del presidente federale, ma avrei preferito una soluzione diversa e continuo a sostenerlo. L'Italia ha un senso etico molto basso e certi scivoloni non creano particolare sorpresa. La governance della Lega Calcio? Va sicuramente rivista». Pieno voti infine per Allegri: «Lui è il futuro e ha tutta la fiducia della squadra. L'obiettivo della Juve è di attestarsi al quinto posto tra le squadre europee. Quelle davanti sono irraggiungibili, aziendalmente e sportivamente. Conte? Quando una persona non vuole rimanere in un posto, un presidente deve lasciarlo libero».

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