Ancelotti e Spalletti, tutto in una notte

Il Napoli sta bene ma non deve perdere. L'Inter rischia e chiede aiuto al Barça

Ancelotti e Spalletti, tutto in una notte

Sta bene il Napoli, non sta benissimo l'Inter. Spesso, quando arriva la Champions, di colpo i problemi spariscono. E' un altro torneo, è un'altra partita. Lo sa bene Ancelotti che va a Liverpool, nella partita chiave che potrebbe distruggere o esaltare il cammino continentale della sua squadra. Ancelotti ha due precedenti all'Anfield, quando era l'allenatore del Chelsea. Il due di maggio del Duemiladieci andò a vincere 2 a 0 con i gol di Drogba e Lampard e quel successo significò la conquista del titolo nella Premier. Sei mesi dopo fu il Liverpool a battere il Chelsea con lo stesso risultato, con due gol di Fernando Torres.

Non camminerai mai da solo, sta scritto sul cancello dell'Anfield e dentro quel teatro Ancelotti sa che non sarà sicuramente solo, il Napoli e i napoletani affrontano un avversario più maligno della Juventus, Klopp e i suoi rossi sono roba acida, il Liverpool è in testa alla Premier con la miglior difesa (6 gol subìti in campionato). C'è storia, c'è leggenda, c'è tutto quello che comporta un viaggio a Liverpool oltre ai Beatles (che non avevano grande passione per il football, Albert Stubbins, attaccante del Liverpool degli anni 50 è il solo calciatore ad apparire sulla copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e Mc Cartney tifa Everton). Ancelotti dispone di un buon giro di attaccanti, probabile il rientro di Mertens-Insigne dopo l'esperimento positivo di Ounas-Milik contro il Frosinone. Pur essendo in testa alla strettissima classifica del gironcino, il Napoli non può assolutamente perdere, a meno che il Paris St. Germain non crolli contro la Stella Rossa.

Paradossalmente chi è terzo nel girone ha meno calcoli da studiare. E' il caso dell'Inter che però ha problemi di identità. Perché Luciano Spalletti non ha la stessa serenità e soprattutto la stessa esperienza di Ancelotti. L'ultima uscita contro la Juventus ha ribadito i limiti del tecnico certaldese, nonostante la prova eccellente e sfortunata dei suoi, nel primo tempo. Il Psv Eindhoven fa paura nel campionato olandese ma in Europa ha ottenuto un solo pareggio (con il Tottenham) subendo 12 gol. Mai dire mai con l'Inter, quest'Inter almeno. Serve un gioco concreto e non di inutile estetica (Sarri ha battuto, sabato, il maestro Guardiola con il 35% di possesso palla), servono i gol di Icardi che si è concesso una festa con gli amici, dopo la sconfitta di Torino, a conferma di una disciplina precaria in casa nerazzurra. Serve, insomma, la vera Inter. Non è poco ma sembra moltissimo.

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