L'Atalanta è una meraviglia, cala il poker: quarti in tasca

L'Atalanta è una meraviglia, cala il poker: quarti in tasca

Milano Continua il momento magico dell'EuroAtalanta. La dea bergamasca indiavolata prenota i quarti di finale anche con l'aiuto della collega bendata che le offre come rivale un Valencia dimesso e raffazzonato, lontano parente della squadra che ha dominato il proprio girone andando a vincere ad Amsterdam e a Londra, sponda Chelsea. Ma questa Atalanta stupisce anche i più ottimisti tra i suoi fan: basta un tempo infatti agli uomini di Gasperini per prendere le distanze dagli spagnoli. Hateboer colpisce dopo un quarto d'ora, Ilicic raddoppia prima di andare negli spogliatoi.

Gasperini tiene fuori Zapata e opta per l'attacco fluidificante con Ilicic e Pasalic che offrono pochi punti di riferimento alla difesa valenciana già annebbiata di suo, mentre il Papu Gomez assicura la solita spinta sulla sinistra, da cui scaturisce tra l'altro il primo gol. All'ultimo minuto il Gasp deve anche cambiare la difesa perché Djimsiti si blocca nel riscaldamento e al suo posto va in campo Caldara che si prende una bella rivincita nello stadio in cui ha fatto tanta panchina in rossonero e adesso si gode un ottavo di Champions da titolare.

Stranezze del destino in una Milano calcistica che deve accomodarsi sul divano davanti alla tv mentre i cugini di provincia vengono a giocarsi la Champions sul sacro prato del Meazza. E mentre suona strano sentire parlare tanto bergamasco in metro e per le vie di San Siro, l'Atalanta si gode la grande Coppa e si costruisce lo stadio nuovo, mentre sotto la Madonnina si continua a parlare e basta.

Segni del destino come il palo che ferma Ferran Torres e il Valencia nel momento migliore, quando la difesa atalantina passa dieci minuti di sbandamento e rischia due volte il pari. Ma i bergamaschi si riprendono e trovano anche il raddoppio con Ilicic che sfrutta una dormita di gruppo Soler-Kondogbia-Gayà, quest'ultimo già responsabile sul primo gol. Un Valencia a cui invece lo stadio milanese non porta proprio bene, visto che qui ci ha già perso una finale di Champions contro il Bayern ai tempi di Cuper, l'eterno secondo.

Situazione che non cambia nella ripresa in cui il Valencia continua il suo sterile palleggio con Maxi Gomez che si mangia un gol clamoroso sparando in bocca a Gollini, mentre il Gomez nerazzurro e i suoi possono giocare con la superiorità di chi è tranquillo e si gode il magic moment fino in fondo, tanto che persino Freuler va a ritagliarsi un momento di gloria con un gol che lo fa sembrare Del Piero. E Hateboer completa il poker galoppando indisturbato prima di folgorare il povero Domenech. Per il Valencia è notte fonda, anche se Cheryshev, appena entrato, trova il gol che tiene accesa una fiammella di speranza. Ma lo sciagurato Maxi Gomez liscia un'altra clamorosa occasione e al Mestalla per ribaltare questa Atalanta potrebbe non bastare nemmeno il Valencia vero.

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