Avellino, dal liberi tutti alla scalata del canestro

Storia dei Lupi senza soldi e abbandonati dalla loro stella: rischiavano lo «shutdown», ora sono secondi

Da quando Avellino ha messo il saio non perde più: 4 vittorie su 4 dopo l'annuncio della crisi che liberava chi voleva andarsene tipo il Cole presuntuoso e vuoto, finito a Podgorica in Eurolega e contro Milano abbiamo visto cosa vale davvero, quasi niente.

Il basket, che cerca sempre belle storie per valorizzare il suo povero campionato, però, non vuole bene ai lupi dell'Irpinia. Hanno fatto debiti, hanno tanti problemi economici e allora le consorelle vorrebbero la penalizzazione in classifica e, visto che sono secondi in classifica, anche l'esclusione dalle finali di coppa Italia, privilegio per le prime otto del girone di andata che si concluderà domenica prossima.

Una brutta storia come del resto quella di Cantù, una grande storia dopo questo fine anno magico iniziato dopo il disastro del 16 dicembre a Trieste (110-64). Il giorno dopo Gianandrea De Cesare, l'uomo del gas che viaggiava sempre in elicottero, il manager che aveva rilevato, fra tante polemiche, anche l'Avellino calcio, dichiarava che la situazione economica era complicata e i suoi giocatori liberi di andarsene a cercare contratti migliori. Soltanto Cole, uno arrivato sul cocchio per il suo passato nella Nba, ha accettato la carta verde d'uscita per andarsene in Montenegro, gli altri sono rimasti, ma, cosa più importante fatta dal proprietario, conferma per l'allenatore Nedad Vucinic, un serbo di origini montenegrine nato a Belgrado e diventato cittadino neozelandese dopo aver guidato anche la nazionale dei Tall Blacks. Silenzio, lavoro riveduto e corretto soprattutto sulla difesa che era sempre stata un po' imbarazzante. Da quel 16 dicembre un nuovo sole nel gelo delle istituzioni.

La partita in casa contro Sassari che poteva essere un messa funebre è invece diventata la prima messa cantata di una squadra che era comunque al quinto posto, tanto per capire come va davvero il basket italiano. Aspettando di inserire nel gruppo il pivottone Young, uno che Milano aveva tesserato l'anno scorso senza mai utilizzarlo perché non riusciva a riprendersi dopo operazioni delicate, ecco la prima grande svolta: trasferta di Torino, partitone, 16 punti di scarto. Il vero capolavoro, però, era quello di fine anno nella sua tana contro la Milano imbattuta. La notte in cui il venticinquenne Keyfer Sykes compiva gli anni nello stesso giorno di Lebron James, il prescelto, realizzando oltre 30 punti contro i campioni, c'era la prima sconfitta per l'Armani. Un capolavoro anche difensivo di Vucinic con sette giocatori da ruotare e fra questi proprio quel Young che ora i suoi avversari vorrebbero toglierle perché secondo molti Avellino coi debiti che aveva non poteva fare nuovi tesseramenti.

Ora la corsa continua dopo la vittoria di sabato sera sul campo di Brindisi, la società di Marino, l'ex presidente di Lega, quello che in procura chiederà proprio la penalizzazione di Avellino e l'esclusione dalla coppa Italia. Vucinic tira dritto, si tiene stretto il secondo posto, dove ieri lo ha raggiunto Venezia, e domenica, contro Pistoia, nella tana del lupi, vorrebbe la quinta vittoria consecutiva.