Basta aiuti elettronici al via Ai piloti di F1 tocca guidare

Dopo le vacanze la Formula uno è tornata in pista più carica che mai. Ha iniziato i festeggiamenti la Pirelli con il botto del venerdì sulla posteriore destra di Rosberrg che poco ci manca si spatasci contro i guard rail a trecentosei all'ora. Paura, sospiro di sollievo, quindi imbarazzo, poi indagine sul polimero. Pare che la vicenda sia da archiviare alla voce sfiga. Detrito, similari, qualcosa insomma raccolto sulla pista. «Agente esterno» l'ha definito la Pirelli ieri dopo aver verificato tutte le gomme fornite ai team. Di certo, va detto e sottolineato, la Casa italiana indica con ampio anticipo i parametri da seguire nella pressione e regolazione delle gomme. Parametri che quei discoli dei team spesso non seguono. Che il taglio esterno visto in tv possa essere la causa di qualche furberia? Si saprà poi. Anzi no. In F1 non si saprà mai.

I festeggiamenti sono proseguiti in casa Hamilton, visto che Lewis, dopo le vacanze alle Barbados con Rihanna è tornato in pista ritemprato dopo la figura di emme che aveva rimediato in Ungheria. «Una delle mie peggiori gare in carriera», aveva detto. Risultato: ha fatto passare al compagno Rosberg uno dei peggiori sabati di qualifica in carriera: con macchina uguale uguale gli ha rifilato quasi mezzo secondo. «Non so, non capisco, credevo di aver fatto la pole», ha detto steso a terra sul tappeto a bordo ring il povero germano-finnico-monegasco.

Chi ha festeggiato più di tutti il rientro dalle vacanze sono però le truppe ferrariste, felici com'erano di essere partite a fine luglio con la vittoria in tasca firmata da Vettel e la doppietta mancata per solita iella da Raikkonen. Kimi, per esempio, ha brindato all'immeritato rinnovo di un anno in sella al Cavallino con un altrettanto immeritato ed enorme colpo di sfortuna quando un calo di pressione dell'olio ha trasformato il suo motore in quello di un trattore ed è stato costretto ad accostare in pieno Q2. «Non so cosa sia successo, ma so che in gara sarà ora molto complicato», ha detto Kimi illuminandoci come al solito. Vettel è invece stato più ficcante nelle dichiarazioni nonostante il week end fin qui imperfetto. E dire che era arrivato nelle Ardenne per festeggiare la bella vittoria magiara. Fatto sta, ha trascorso venerdì a sperimentare cose aerodinamiche per piste super veloci come questa e quella che verrà, cioè Monza, cioè il 6 settembre. Cioè la gara in cui anni fa la marea ferrarista lo inondò di immeritatissimi fischi («avevo vinto con la Red Bull, avevo trionfato qui anni prima con una Toro Rosso italiana e pensavo mi applaudissero...», ha ricordato su La Stampa ). Cioè, ora, quella stessa marea rossa e fischiante lo acclamerà. Molto bello. Comunque andrà, ieri è andata che Seb era fuori fase, 9° tempo (scatterà 8° per la penalità a Grosjean), benché fra il 3° (Bottas) e lui ci siano neppure tre decimi. «Ne ho buttati 2 all'ultima curva, ero 3°... Ma niente panico, non è un sabato nero», ha detto.

Tutta il Circus ha dunque festeggiato qualcosa alla riapertura della fabbrica F1. Anche perché da questo pomeriggio alle ore 14 tutti festeggeranno molto meno. Pare infatti che la nuova norma in vigore da oggi che vieta gli aiuti elettronici al via, stia preoccupando parecchio i 20 della griglia. Pensate un po'... gli tocca lavorare. Che per loro significa guidare e non sbagliare la partenza. Fino a Budapest ci aveva pensato il computer.

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