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Milan, paura Champions

Berardi apre le danze, il doppio giallo di Tomori e Leao impreciso le chiudono. In un mese e mezzo è cambiato tutto: dai sogni scudetto all'incubo Europa League. Bianconeri e giallorossi spaventano

Milan, paura Champions
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Tema: come si può rovinare in appena 24 minuti una partita e la relativa classifica? La risposta è fornita dal Milan di ieri pomeriggio a Reggio Emilia, capace nell'occasione di farsi del male da solo in maniera talmente goffa e preoccupante da far pensare alla famosa citazione di Gino Bartali "l'è tutto sbagliato, tutto da rifare". Per cominciare incassa il gol dell'1 a 0 dopo appena 4 minuti dal più noto dei suoi giustizieri, e cioè Domenico Berardi al ritorno in campo dopo le due giornate di squalifica subite. Palla persa in semplice contrasto dall'acerbo Jashari e ripartenza feroce del Sassuolo che apre a destra per l'arrivo del calabrese pronto a firmare il suo dodicesimo sigillo nei confronti dei rossoneri. Per proseguire c'è poi la mira discutibile del suo attaccante più atteso, e cioè Rafa Leao che ha la palla (regalata dalla difesa locale) per pareggiare i conti e invece ne viene fuori un sinistro che sfiora il palo lontano di Turati. Infine il capolavoro tra virgolette è quello realizzato a metà della prima frazione da Tomori già in grande difficoltà dinanzi al palleggio e alla velocità di Laurientè e per questo ammonito dopo pochi minuti. Nonostante fosse stato ripetutamente avvisato dalla panchina di Allegri a limitare i suoi interventi rudi, l'inglese commette il secondo fallo a metà della prima frazione e a quel punto il secondo giallo è inevitabile con relativa espulsione da parte di Maresca, l'arbitro. Così il Milan si ritrova in dieci e con una montagna da scalare dopo appena 24 minuti.

Più tardi, ad avvio di seconda frazione, tanto per consegnare subito il risultato nella disponibilità del Sassuolo e non lasciare spazio alcuno ai piani preparati durante l'intervallo (fuori Nkunku per far entrare Athekame e disporsi secondo un più razionale 4-4-1), il Milan si fa trovare impreparato sulla prima azione preparata dai ragazzi di Fabio Grosso. Laurientè confeziona l'uno-due e chiude con un destro potente e preciso sul primo palo di Maignan scoperto impreparato a quella soluzione dell'attaccante. A quel punto, per Allegri e il suo staff il ripensamento è inevitabile.

Con tre cambi all'ora di sofferenza (dentro Loftus Cheek, Pulisic e Gimenez) prova a disegnare un più coraggioso 4-3-2 che non produce però alcun effetto pratico. E adesso la conquista di 6 punti nelle prossime tre partite per la Champions non è un traguardo facile da centrare. Ci sarà da ritrovare il gol oltre alla condizione fisica non certo brillante.

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