Berrettini può vincere Wimbledon? Ecco chi potrebbe insidiarlo

Dopo la doppietta Stoccarda e Queen's il tennista romano si candida come uno dei favoriti del torneo di Wimbledon, al via tra due settimane

Berrettini può vincere Wimbledon? Ecco chi potrebbe insidiarlo

Matteo Berrettini è il nuovo re dell'erba. Il tennista romano, al rientro dopo tre mesi di stop, realizza una storica doppietta trionfando al Queen's e Stoccarda, due tornei che aveva già conquistato rispettivamente nel 2021 e nel 2019, confermandosi uno specialista assoluto della "superficie verde".

Qualcosa di davvero impensabile, fino a qualche anno fa, vista la storica scarsa propensione degli italiani sull'erba. Prima della finale conquistata a Wimbledon lo scorso anno da Berrettini le soddisfazioni azzurre sui campi di Church Road potevano contarsi sulle dita di una mano. Sfogliando gli almanacchi spiccava l'epica semifinale di Nicola Pietrangeli eliminato in 5 set da Rod Laver, rimasta per 61 anni il miglior risultato di sempre. Perfino uno specialiasta del gioco d'attacco come Adriano Panatta non riuscì ad andare oltre i quarti di finale, dove fu sconfitto a sorpresa dall'americano Pat Du Pré nel 1979. Poi a memoria restava soltanto l'exploit di Davide Sanguinetti, fuori sempre ai quarti nel 1998 contro lo specialista Richard Krajicek.

Ma perchè Berrettini è quasi imbattibile sull'erba? Innazitutto per la battuta, che è il suo punto di forza. Serve sempre oltre i 200 km/h, con punte di 235. Una garanzia, non solo per le bordate imprendibili, ma anche per la capacità di variare con traiettorie ad uscire che garantiscono anche punti sulla seconda di servizio. Una caratteristica, unita a un dritto altrettanto letale, che lo porta ad essere devastante sull'erba, superficie rapida dove gli scambi durano meno rispetto alla terra rossa.

Inoltre il rovescio tagliato, che su altre superfici è quasi sempre un colpo difensivo, sull'erba diventa non solo utile a tenere il campo, ma anche a proporsi in attacco. Di fatto i campi in erba sono quelli dove Berrettini rende di più. Venti vittorie nelle ultime ventuno partite, soltanto sei sconfitte in carriera, soltanto tre dal 2019, una media di successi dell'84,6% che lo pone al quinto posto assoluto nella storia del tennis, dietro solo a Roger Federer (86,9%), John McEnroe (85,8%), Novak Djokovic (85%), Rod Laver 84,8. Statistiche che hanno dell'incredibile.

A questo punto la domanda sorge spontanea, Berrettini può vincere davvero Wimbledon? Facciamo la conta dei possibili favoriti. Federer è fuori da tempo, Nadal ha promesso che ci sarà ma pagherà inevitabilente le fatiche di Parigi, Zverev è out per infortunio. Medvedev e gli altri russi Rublev e Kachanov sono esclusi per ragioni diplomatiche. Chi resterebbe a competere per il titolo? Di sicuro Novak Djokovic, forse Tsitsipas anche se non ama l'erba, i due canadesi Auger-Aliassime e Shapovalov, talentuosi ma discontinui.

E poi? Il polacco Hurcacz, il croato Cilic o il redivivo Murray? Insidiosi ma tutti tranquillamente battibili dal Berrettini che conosciamo. Sembra evidente che al momento soltanto contro Djokovic, Matteo partirebbe sfavorito. Proprio per questo vincere Wimbledon non è più solo un sogno, ma una possibilità sempre più concreta.

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