Calcio

Le bizzarrie di Allegri non innescano la scalata

Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere. La battuta del film Frankestein junior sarebbe la migliore didascalia per questa Juventus che vive di ansia e vede fantasmi ad ogni angolo

Le bizzarrie di Allegri non innescano la scalata

Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere. La battuta del film Frankestein junior sarebbe la migliore didascalia per questa Juventus che vive di ansia e vede fantasmi ad ogni angolo. La partita contro l'Atalanta è stata il riassunto di questo momento pieno di contraddizioni, di errori, di equivoci, di scelte sbagliate. Se fino alla trasferta di Napoli la squadra aveva offerto la migliore difesa, per numero di gol incassati, proprio dal Maradona all'Allianz la terza linea juventina si è lacerata, buscando otto gol e tutti su azione, per distrazione e per gaffe di tutti i suoi uomini di difesa, compreso il portiere, passando al trio brasilero che gli sta davanti. Il pareggio non serve a nulla, per sarcasmo si può scrivere che la Juventus ha agganciato la Fiorentina al nono posto. Non va trascurata la bizzarria di Allegri nelle scelte di formazione e nei cambi, tutti mai prima del fatidico minuto 60, da scuola dell'obbligo, mentre Gasperini, più spavaldo, ha utilizzato tre uomini di attacco, giovani, intraprendenti e freschi, il suo collega livornese ha tenuto Milik da uomo solo là davanti e Di Maria a svariare dovunque, ribadendo una visione miope sulle qualità dell'organico a disposizione, Chiesa e Kean in panchina e inseriti in ritardo e confermando di essere il don Abbondio degli allenatori, richiamando sia Milik sia Di Maria per mandare in attacco il solo Kean e a ridosso un altro centrocampista, Miretti. Il popolo bianconero ha tentato di scaldare la squadra, tribuna affollata dai componenti della nuova azienda, presente John Elkann, assente, per la prima volta in campionato Andrea Agnelli, la storia continua al di là della cronaca acida che potrebbe dare altre sorprese, altre novità. La squadra ha comunque reagito, il recupero di Vlahovic e Pogba, probabile contro il Monza, dovrebbe restituire peso ed esperienza ma resta il problema della guida tecnica e dei suoi limiti che ormai, non hanno più bisogno di essere illustrati. Fino alla fine. Della stagione.

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