Il caos calmo Inter agita solo Mazzarri

Thohir cerca soci, trova soldi, ma piace anche Montella Icardi in overdose da tweet. Moratti torna alla Pinetina

Il caos calmo Inter agita solo Mazzarri

Mazzarri si è tappato la bocca con una delle solite banali scuse. Forse teme la loquacità di Cassano. Moratti crede fermamente nella scaramanzia e ieri si è ripresentato ad Appiano, come la settimana scorsa. Icardi esagera con i tweet, deve tener botta anche per conto di Wanda messa a tacere dalle pretese economiche del marito. Maurito invece va giù duro contro il cattivone Maxi, i suoi avvocati e tutti quelli che scrivono contro. Tweet numero uno: «Mi dispiace che non capiscano nulla di quello che facciamo noi! Non dobbiamo pagare niente, se volete scrivere qualcosa prima dovete sapere!». Tweet numero due: «Continuate a inventare delle multe, peccato che non esiste nessuna multa per mettere foto su Social Network. Continuate a scrivere». Fra poco toccherà all'Inter scrivergli una bella lettera. Tipica Inter da caos calmo. E Thohir che lavora dietro le quinte.

Per il momento il conto calcistico rischia il passivo. L'Inter non può perdere punti a Parma (saranno fuori Alvarez e Jonathan), Mazzarri non può rimediare una figuraccia proprio contro Cassano, i punti suoi sono pari a quelli di Stramaccioni: un fardello più che un merito. Thohir e il dg Fassone si affrettano a far sapere che l'allenatore è confermato: tipica cura per bambinelli piagnucolosi che cercano sempre la mamma e vogliono la caramella. Il povero (calcisticamente parlando) presidente, oltre a dover andare a caccia di un bel gruzzolo di milioni, deve preoccuparsi anche degli umori caduchi e mutevoli del suo tecnico. Poi, certo, corrono le voci. Settimane fa si parlava di un interesse milanese per Spalletti, magari scontato dopo il suo esonero in Russia. Ora si racconta di un avvicinamento con Montella: un interesse a sondarne la disponibilità. E, guarda caso, la Fiorentina ha cominciato a richiedere la disponibilità di Claudio Ranieri. Magari non succederà niente, ma il caos calmo nerazzurro non è mai stato un buon segno.

Del resto come dare torto a ET se affiorano dubbi e voglia di cambiare: finora Mazzarri è riuscito a farsi licenziare dal tifo, sta faticando a tener botta almeno per entrare nella Europa league, ha scoperto casualmente di avere un bomber in squadra, ha dimenticato di valutare e valorizzare i giovani: primo fra tutti Kovacic, che nessuno sa quanto realmente valga. L'opportunità poteva essere impiegata meglio.

E ora la società insegue idee e ipotesi: deve ancora pagare i 20 milioni per Hernanes, sarà costretta a vendere un paio di giocatori per fare cassa, dovrà sborsare quattrini sonanti per un attaccante (si riparla di Lavezzi) e un mediano (favorito il brasiliano Nilton), magari per inseguire Hamsik che sta nel cuore del tecnico e costa 15-20 milioni. Certo, si può guardare con altro occhio: spendi ancora per un buon allenatore (il terzo a libro paga per un totale di almeno 20 milioni) e quello, magari, ti fa acquistare giovani di valore a minor costo e ne caverà qualche buon giocatore.

Thohir si sta attrezzando: ha firmato un nuovo accordo con la Nike, che permetterà di diffondere brand e prodotti Inter attraverso tutti i canali dell'azienda americana, è passato da Rcs a Infront per la gestione dei ricavi pubblicitari con un contratto di 4 anni che porterà circa 70 milioni. Ci mette impegno e idee, ma forse non basteranno. Servirà un altro socio, sempre che papà Thohir non intervenga in prima persona aprendo il forziere al quale il figlio non può attingere. C'è anche chi sostiene che Moratti stia alla finestra e, nel caso l'indonesiano non riesca a rimettere in sesto bilancio e conti della società, potrebbe riassumere il potere per cedere le quote ai russi entrati nella sua società petrolifera. Ma, in questo caso, ne uscirebbero male in tanti.

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