Il Cav a Milanello per risolvere i misteri Allegri

Oggi l'incontro tra Berlusconi e il tecnico farà capire il futuro rossonero. E Ancelotti vuole Pirlo al Real

Il Cav a Milanello per risolvere i misteri Allegri

Doveva essere la giornata dei chiarimenti sulle panchine di Psg e Madrid. Ancelotti si è incontrato con Al Khelaifi, Mourinho ha praticamente chiuso la stagione con la finale di coppa del Re.
Niente, fa più storia Silvio Berlusconi che ha accolto l'invito di Adriano Galliani e questa mattina passa da Milanello per stare assieme alla squadra e caricarla in vista di Siena. Non si vedeva da queste parti dal 23 febbraio, vigilia di derby.

Giovedì, a margine di una cena elettorale per Alemanno sindaco di Roma, avrebbe nuovamente punzecchiato il suo tecnico: «Credo che Allegri vada alla Roma, lo annuncerà subito dopo Siena». Ci sarebbe anche una registrazione a verbale che non sposta di una virgola la situazione che resta insabbiata, mentre da più parti si conferma il feeling ridotto ai minimi termini fra presidente e allenatore. Restano voci. Il Cavaliere ci ha abituato alle sue battute che restano sempre di doppia lettura: lo destabilizza o lo tiene sveglio? Di sicuro a Roma ci sperano e sui siti spopolano le buone ragioni che auspicano Allegri nella capitale. Poi basterà un solo gesto del Cavaliere per spegnere tutto. O ricominciare tutto d'accapo. Allegri questa mattina è in conferenza stampa, non è da escludere una presenza di Berlusconi al suo fianco a colloquio già avvenuto del cui esito si saprà in diretta. Allegri si è già incontrato con Galliani e Barbara Berlusconi, ma prima che si sapesse della battuta del presidente. Allegri si è presentato in Turati per far valere le sue ragioni, anzi, quelle del Milan futuro. Secondo lui la squadra difficilmente ripeterà l'exploit di questa stagione, Bonera alla Juventus e Ambrosini al West Ham, d'accordo, ma occorrono rinforzi e aveva con se la lista, soprattutto centrocampisti in quanto le sue formazioni sono sempre state caratterizzate da una presenza importante in questa zona nevralgica del campo. Il colloquio non sarebbe stato felicissimo, gli avrebbero prospettato Kucka, Poli e Bortolazzi. Allegri sarebbe uscito abbastanza scuro in volto. Ma ormai è solo questione di minuti. E poi lunedì sera al Processo di Biscardi la presenza di Berlusconi chiarirà tutto.

Questo mentre improvvisamente c'è pace in casa Juve. Schiarita con vista sull'Europa fra Antonio Conte, il dg Marotta, il ds Paratici e soprattutto Andrea Agnelli: «Abbiamo pianificato la prossima stagione». Ma sta succedendo qualcosa di grosso in corso Galileo Ferraris perchè per arrivare a Tevez, Jovetic o Higuain occorrono tanti soldi che da qualche parte poi devono anche rientrare. I tre non hanno lesinato lodi alla Vecchia Signora, Higuain ha detto che la Juve è come il Madrid, ma il conto è presto fatto: 8 milioni da Quagliarella, 10 da Matri e 20 dalla qualificazione Champions, fanno 38 e non bastano. Conte deve sacrificare qualcuno di grosso e i nomi sono Vucinic e Pirlo, nonostate le continue smentite. Il regista dice che del Real Madrid non sa assolutamente niente: «Solo voci». Ma quando gli hanno chiesto chi fosse il suo allenatore preferito, mentre chiunque avrebbe risposto Conte, lui ha fatto il nome di Ancelotti. E Carlò ha fatto sapere che al Real Madrid non si porta nessuno del Psg, tantomento Ibrahimovic, ma vuole Pirlo. É un'ipotesi che trova diverse conferme in Francia, un'alternativa nel caso Mirko Vucinic non andasse al Manchester United. I soldi necessari per arrivare alla punta tanto agognata sono questi, poi Conte potrebbe anche accontentarsi di Zuniga o Diamanti

Le altre storie spurie sono Mazzarri e Stramaccioni, strettamente correlate. Il tecnico del Napoli attende una chiamata dall'Inter, Strama si gioca tutto con l'Udinese perché Moratti ne ha fatto lo spartiacque di questa infelice stagione. Tiene svegli la richiesta di Villas Boas per portare Fredy Guarin al Tottenham, meno quella del Barça per Handanovic: in Catalogna non risulta, ma 23 per il colombiano e 30 per lo sloveno sono tanti milioni, ma proprio tanti.

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