Niente festa sul divano, ma adesso, col pari del Napoli a Como, di punti all'Inter ne basta addirittura solo uno, stasera contro il Parma. E sarà scudetto numero 21. Oggi è il giorno, dunque, e poi la festa potrà cominciare. C'è anche la ThuLa per lo scudetto, perché Lautaro sta bene e Chivu pensa seriamente di mandarlo in campo dall'inizio. Torna titolare anche Dumfries, con Mkhitaryan favorito su Sucic per un posto in mezzo al campo (sempre fuori Calha e Luis Henrique).
Chivu ha già vinto 3 scudetti da giocatore, più un campionato in Olanda. Prima di lui, nella storia dell'Inter solo Armando Castellazzi (nel 1930 in campo e nel 1938 in panchina) era entrato nel ristretto club di chi ha fatto doppietta con la stessa squadra: Liedholm, Capello e Ancelotti col Milan, Conte con la Juventus. Un'altra pagina di storia, in attesa di capire come finirà la finale con la Lazio del 13 maggio, quando il rumeno potrebbe essere il secondo allenatore nerazzurro (dopo Mourinho) a centrare l'accoppiata campionato-Coppa Italia. Chivu peraltro nel 2022 aveva già vinto il campionato Primavera, e con lui Pio Esposito, che come Dimarco e il portiere-ter Di Gennaro, ha la soddisfazione di arrivare dal vivaio, evento sempre più raro per il nostro calcio. Spulciando gli albi d'oro, si vede che Bonny, Diouf e Luis Henrique sono al primo trofeo assoluto in carriera, perché Pep Martinez, il vice Sommer, vanta una coppa di Germania vinta nel '22 col Lipsia. Dall'altro lato, quello delle abbuffate, c'è invece Manu Akanji: nessuno fra i nerazzurri ha vinto quanto lui, già 12 le coppe alzate, Champions compresa (contro l'Inter), con 2 Premier e 2 campionati svizzeri col Basilea, in gioventù. Non scherza nemmeno Sucic in quanto a coppe: per lui, appena 22enne, questo sarà il terzo campionato vinto dopo quello di Bosnia nel 2023 (Zrinjski Mostar) e quello di Croazia nel 2024 (Dinamo Zagabria). Primo scudetto con l'Inter per Zielinski, che però l'aveva già vinto a Napoli.
Lautaro, De Vrij e Barella sono gli unici che hanno vinto gli ultimi 3 scudetti. Il Toro e l'olandese, addirittura, sono all'Inter dal secondo anno di Spalletti, quando tutto stava cominciando, pur senza coppe. Barella arrivò l'anno dopo, con Antonio Conte.