Mai una gioia per i tifosi del Torino. Va avanti l'Inter, che di vincere non sembrava avere molta voglia. E invece lo fa anche stavolta, nella sua versione minore e col minimo scarto. Prima Bonny, poi Diouf. Due francesi con assist prima di Kamate e poi di Thuram, altri due francesi, douce France per Cristian Chivu. Il gol di Kulenovic serve solo ad alimentare l'illusione granata. L'Inter scoprirà martedì prossimo contro chi proseguirà la sua Coppa Italia: tra Napoli o Como, saranno in ogni caso due partite (andata e ritorno) che appesantiranno la stagione nerazzurra (Allegri sbircia da lontano, senza farsi troppo vedere).
Non che Chivu volesse uscire dalla coppa, di certo però la sua preoccupazione principale era quella di fare tirare più possibile il fiato ai titolari, quelli che serviranno domenica e poi nel playoff di Champions. E infatti in partenza ce n'è uno solo. O forse nemmeno quello, se nella testa del tecnico, Esposito ha già scavalcato Thuram, come in ogni caso è destinato a fare. Per il resto, nemmeno il forfeit in extremis di Darmian lo spinge a ricorrere a Sucic. Dentro anche Kamate (21 anni), pescato come Cocchi (19) nella squadra di Serie C, e proprio il francesino scodella sulla testa di Bonny il pallone per sbloccare la partita. Erroraccio prima di Obrador (ma davvero era uno da portare in Italia?) e poi di Tameze (lui almeno c'è già da tempo).
Poteva finire tutto in avvio di ripresa, col raddoppio di Diouf su ottima azione di Thuram, ma poco dopo un colpo di testa di Kulenovic (uno dei 4 nuovi acquisti schierati titolari da Baroni) dà almeno un po' di speranza al Torino. Segna anche Prati (un altro nuovo, a occhio il migliore), ma in palese fuorigioco. Il resto è tanto fumo fino alla fine, con Chivu che per non rischiare troppo imbottisce la squadra con qualche pezzo da campionato, compreso Lautaro, che in contropiede ha l'occasione migliore per il terzo gol e l'aggancio a Boninsegna nella storia nerazzurra. Calcia male, molto alto. Sarà per la prossima volta.
Dopo l'inibizione alle trasferte dei tifosi fino al 23 marzo, è arrivata puntuale anche la punizione del Giudice sportivo (50 mila euro di multa più diffida) che ha riconosciuto la collaborazione del club nerazzurro e l'immediata dissociazione dal gesto criminale, ribaditi ancora una volta
dal presidente Marotta prima del fischio d'inizio. "Si tratta di delinquenti, non di tifosi. Agiremo in sede giudiziaria, vogliamo archiviare velocemente quanto accaduto perché i tifosi dell'Inter sono di un'altra pasta".