La Cina ci sveglia dal sogno ma è un'Italia tutta Del Core

Sullo 0-2 Antonella e la Diouf raddrizzano la partita. Azzurre ko 28-30 nel quarto set. Ora finalina col Brasile

Antonella Del Core in azione contro le cinesi
Antonella Del Core in azione contro le cinesi

È buio il cielo su Milano, si spengono le luci al Forum di Assago e l'Italia dice addio al sogno di bissare il mondiale conquistato a Berlino nel 2002. Non ci sarà la rivincita di allora con gli Usa, la banda Bonitta non è riuscita ad abbattere la muraglia cinese e questa volta le asiatiche, superate 3-1 a Bari appena sei giorni fa, hanno battuto con lo stesso punteggio le azzurre, grazie al muro insuperabile della Yuan e Zhu e a una difesa che ha preso tutto e più di tutto: le bordate di Centoni e Costagrande, i tocchetti di Chirichella, il braccio violento di Diouf, il cuore della incredibile Del Core, con le nostre palleggiatrici sempre in grossa difficoltà per la potenza e la perfetta organizzazione sul parquet delle avversarie.

Azzurre in evidente crisi di fiato che non sono riuscite a sostenere la tensione e che, malgrado l'incitamento del Forum stipato come non mai (12.500 spettatori), hanno evidentemente risentito della pressione e, forse, anche di una certa inesperienza. Nei primi due set la Cina ha facilmente disposto delle azzurre, incerte, insicure e con troppi problemi tattici, con due 25-21 e 25-20 che non hanno ammesso discussioni. Italia senza battuta, Italia senza muro, Italia senza idee. Solo nel terzo set il grande risveglio e la possibilità di rivedere quella grande bellezza che aveva accompagnato il cammino delle azzurre. Tutto è cambiato, Bonitta ha creato una nuova diagonale Diouf-Del Core e il fiocco di neve milanese e la giocatrice della Dinamo Kazan hanno iniziato a imperversare sulla difesa cinese che non è riuscita a contrastare le schiacciate come bombe, con la solita Centoni che è stata grande grande grande mentre la ritrovata Del Core che ha fatto l'inimmaginabile per schiantare la muraglia cinese. Per un set ci sono riuscite, tutto è filato alla perfezione, il Forum si è riacceso e le azzurre hanno ripreso a sognare e a far sognare. L'incitamento del pubblico si è alzato imponente, perfino il presidente del Coni Giovanni Malago si è messo ad urlare come un ultrà. E il 25-20 sulle cinesi ha ridato fiato e speranze a una rinnovata nazionale che sembrava tornata quella dei giorni scorsi. La partita sembrava ripresa anche nel quarto set, con un inizio punto a punto e il vantaggio dell'Italia, ma poi la potenza della Zhu e l'invalicabile Yuan hanno fatto la differenza e il 30-28 ci ha condannato ala finalina col Brasile. «Comunque le ringrazio perché sono state grandi e sono andate al di là di quello che pensavamo», il commento del deluso ct Marco Bonitta che ora se la vedrà con il Brasile nella finalina per il terzo posto. Saranno invece gli Usa della leggenda Karch Kiraly a cercare di abbattere la muraglia cinese per l'oro mondiale.

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