Da San Siro qualcosa di nuovo. Si fa per dire. L'Inter ha perso il derby e anche altro, cinque sconfitte in campionato come in champions league non sono credenziali ideali per Chivu, il largo vantaggio di classifica è figlio di grazie ricevute, meglio non accennare alle assenze perché le altre in corsa stanno peggio. Asterisco su Bastoni, la lezione Kalulu non è servita, il fallo volontario su Rabiot ha lo stesso fetore di una simulazione. Il Milan ha fatto quello che sa, Allegri non piace agli spacciatori di tattiche, lavoro, impegno ma per il momento la squadra sa quello che può esprimere, a parte Leao indolente, indisponente, inguardabile. Si riparte da meno 7, sempre tanto, anzi molto ma è un po' di pepe in tanta melassa. A Marassi, i maligni sono stati smentiti. Daniele De Rossi non si è fatto prendere dalla nostalgia, ha fermato la marcia della sua Roma verso la champions league, la vittoria del Genoa significa la nona sconfitta della squadra di Gasperini, una macchia pesante per chi ha pretese europee ma questo è il livello della nostra serie A, c'è poco e non sempre bello, a parte la freschezza del Como che prosegue la sua marcia divertente e, proprio domenica prossima, aspetta sul lago la Roma, allora si capirà chi davvero meriti il teatro della coppa più importante, stando ai numeri e alla realtà del campo la risposta è immediata, Fabregas su Gasperini mentre la Juventus sabato affronterà la tostissima trasferta di Udine.
La partita di Genova ha confermato la fragilità difensiva romanista già evidenziatasi contro gli juventini, in contemporanea il Genoa viene via dagli affanni di una classifica che si era fatta critica dopo la vittoria del Lecce sulla Cremonese, con finale da Var assente o silente, e il pareggio malinconico della Fiorentina contro il Parma. Là sotto si preannunciano giornate di battaglia.