Conte, una prima per la storia: vincere da ex a Torino

Da Ferrari a Ranieri, mai nessun allenatore interista con un passato bianconero c'è riuscito

La prima volta da ex nel «suo» stadio. Anzi, da grande ex. A dire il vero, non è la prima volta che Antonio Conte rimette piede allo Stadium, perché, dopo l'improvviso e tumultuoso divorzio dell'estate del 2014 per diventare ct azzurro, ci tornò 8 mesi dopo guidando proprio la Nazionale in un'amichevole pareggiata con l'Inghilterra.

Ma quello di domani per Conte sarà il vero battesimo da ex nello stadio che praticamente l'ha consacrato tra i grandi tecnici del calcio italiano, quello dove ha gettato le basi della Juve irresistibile degli ultimi otto campionati, quello in cui ha vinto tre scudetti consecutivi che restano il fiore all'occhiello della sua carriera insieme al campionato e alla coppa d'Inghilterra centrati con il Chelsea.

Conte torna da ex nello stadio che lo ha osannato ma che forse gli avrebbe riservato un'accoglienza non proprio amichevole, se gli eventi non avessero impedito agli ultrà bianconeri di aspettarlo al suo ingresso in campo. Tra il tecnico pugliese e il popolo bianconero le polemiche si sono sprecate, dopo lo strappo del 2014 e certe frasi sfuggite a Conte sulle potenzialità della Signora, fino alla assurda pretesa di cancellarlo dalle stelle della storia bianconera, come se Antonio non fosse mai stato una bandiera della Juve per 13 stagioni, il capitano con 5 scudetti e poi l'allenatore di altri tre.

Ma adesso Conte è dall'altra parte e può giocare alla Juve uno scherzo mai riuscito a nessuno degli altri sette allenatori della storia interista con un passato sulla panchina bianconera. Ovvero potrebbe essere il primo tecnico nerazzurro a vincere a Torino in veste di ex. Non ci riuscì il primo della lista, Giovanni Ferrari, che giocò e vinse con entrambe le maglie e passò direttamente dalla panca juventina a quella milanese nel '42-43, rimediando subito un pesante 4-2. E non ci riuscì nemmeno Carlo Carcano, il tecnico dei mitici scudetti juventini degli anni Trenta che raccolse solo un pari in tre partite da nerazzurro tra il '45 e il '47.

Ci provarono anche altri tecnici scudettati in bianconero e poi assunti dall'Inter: l'inglese Jesse Carver nel '57-58 (perse 3-1), il paraguaiano Heriberto Herrera nel '69-70 (perse anche lui 2-1), per non parlare di Giovanni Trapattoni, il mitico Trap dei 6 scudetti juventini che anche con i nerazzurri vinse un tricolore, ma in cinque stagioni non riuscì mai a vincere in casa della Signora, rimediando solo due pareggi.

Non ci è riuscito nemmeno Marcello Lippi nel suo anno nerazzurro (Juve-Inter 1-0 nel '99-00, gol di Inzaghi), mentre l'ultimo a provarci fu Claudio Ranieri nel 2012: perse 2-0 (gol di Caceres e Del Piero) proprio contro Antonio Conte e quel ko gli costò addirittura l'esonero. Dalla settimana successiva l'Inter passò a Stramaccioni che invece, un anno più tardi, fu l'ultimo tecnico nerazzurro a vincere a Torino.

Ironia della sorte, proprio come il fatto che l'Inter abbia invece vinto in casa della Juve con tre tecnici che sarebbero passati più tardi anche sulla panchina bianconera: Aldo Olivieri, Rino Marchesi e Alberto Zaccheroni. Ma questa è un'altra storia.

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Commenti

arieccomi

Sab, 07/03/2020 - 13:37

Ma perché sto Conte piange sempre. Addiacciante.