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La crisi Juventus e il favoloso mondo di Comolli

Gianni Agnelli decise in minuti due, nel 1991, di mandare a casa tutto il consiglio direttivo di Juventus

La crisi Juventus e il favoloso mondo di Comolli
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"Ça sent le roussi", dicono così i compatrioti di Comolli Damien Jacques, quando si sente puzza di bruciato e, quasi sicuramente, c'è un problema. Eccome. Il francese ama il grigio, colore intermedio tra il bianco e nero, tinta monotona come è stata scialba la sua missione juventina, ha così deciso di incontrare la stampa dopo il goffo esordio lessicale, nel prederby, un italiano balbettato nonostante le origini varesotte e la lunga permanenza a Torino, ha parlato in inglese e non in francese, mistero buffo, Zidane, Deschamps e Platini dopo due settimane frequentavano anche il dialetto turineis. Assenti Chiellini e Spalletti, e questo spiega molto sullo stato delle cose juventine, il francese ha annunciato prima di tutto che non si dimette, mai pensato, non molla la poltrona, soffre di insonnia, per imitare Spalletti che ha avuto notti vere di luce abbagliante, ha spiegato che il mercato dipenderà dagli accordi con Uefa e dalla cessione di uno o più uomini, Yildiz mai, Openda ha difficoltà ad adattarsi, forse non era ideale alla Juve, Vlahovic sperava nella champions. Comolli si è creato una propria isola professionale, affiancato da un altro francese, Modesto, per la prima volta nella storia bianconera il lavoro di scouting è stato esternalizzato, il mercato è stato bocciato, prima da Tudor, poi da Spalletti. Qualcosa di analogo era accaduto al tempo del suo incarico al Tottenham, l'allenatore olandese Jol lo aveva attaccato per l'acquisto di calciatori non in linea con le esigenze della squadra ma nell'interesse contabile di alcuni procuratori. Gianni Agnelli decise in minuti due, nel 1991, di mandare a casa tutto il consiglio direttivo di Juventus, da Montezemolo al proprio figlio Edoardo al nipote Giovanni, figlio di Umberto. John non è Gianni. Riassunto: non è successo nulla, tutto sotto controllo, alla Continassa pace e serenità. "Ça sent le roussi", il puzzo di bruciato è una balla dei giornalisti.

Ah, dimenticavo, ha detto anche che certe scelte verranno fatte con approccio scientifico, valutando il linguaggio del corpo. È il favoloso mondo di Comollì. Si percepisce a distanza, il ghigno di un toscano di Certaldo.

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