Tra crono, salite e sentimenti ecco la nuova festa tricolore

La sfida rosa 2020 al via da Budapest. Poi Sicilia, l'omaggio a Pantani e la tappa ad alta gradazione alcolica. E c'è Sagan

Pier Augusto Stagi

Non è un Giro e nemmeno un giretto, tutt'al più è una passeggiata in riva al mare. Non è un abbraccio, ma una carezza, che sfiora solo una guancia del nostro Belpaese, quello bagnato dal mare Adriatico. È una linea che scende dall'Ungheria verso la Sicilia, per poi risalire pian piano lungo il dorsale Adriatico.

È il nuovo Giro d'Italia e questa è già una gran bella notizia. Perché il Giro comunque venga disegnato e corso è motivo di festa, non solo per chi ama il ciclismo e lo sport. È festa per una Paese incantevole come il nostro, che può fare molto di più in termini di promozione turistica e forse potrebbe fare molto di più anche per il Giro che in ogni caso è e resta il veicolo di promozione territoriale per eccellenza. È un Giro che parte per la 14° volta nella sua ultra centenaria storia dall'estero. Nel 2018 era stata la volta di Gerusalemme, il prossimo 9 maggio il Giro salperà da Budapest, dove si correranno le prime tre tappe: la prima a cronometro di 9,5 km, le altre due pianeggianti adatte alle ruote veloci.

Il via da Budapest, l'arrivo a Milano, in piazza Duomo, con una cronometro individuale da Cernusco sul Naviglio (capitale europea dello sport nel 2020) al capoluogo lombardo che riabbraccia la corsa rosa per la 78° volta. Dall'Ungheria alla Sicilia, dove si svolgeranno tre tappe con arrivi ad Agrigento, sull'Etna (dall'inedito versante nord di Piano Provenzana) e a Villafranca Tirrena. L'Etna sarà il primo arrivo in quota (4ª tappa) di un Giro che ha tanta montagna, ma ancora tanta forse troppa, cronometro. Dalla Sicilia di Nibali (che dovrebbe preferire la corsa rosa al Tour), alla Calabria, per poi risalire dalla Lucania alla Puglia e costeggiare quindi l'Adriatico. Tra le tappe insidiose c'è sicuramente la S.Salvo-Tortoreto Lido, con diversi strappi anche del 24% a rendere questa frazione piuttosto delicata. Suggestiva, invece, per più di un motivo la Cesenatico-Cesenatico che si snoderà quasi totalmente sul percorso della Nove Colli che il prossimo anno festeggerà cinquant'anni. Ma non meno affascinante sarà la crono ad alta gradazione alcolica Conegliano-Valdobbiadene, nella terra del Prosecco, con il difficile muro di Cà del Poggio da affrontare che farà saltare ben più di un tappo.

In questa festa tricolore, c'è spazio e tempo per festeggiare i 60 anni anche delle frecce tricolori. Da Rivolto, in provincia di Udine, nella base militare della frecce, a Piancavallo, uno dei traguardi di Marco Pantani in un Giro che fin da Cesenatico evocherà le gesta del Pirata.

Mercoledì 27 maggio, segnatevi questa data. Partenza da Bassano del Grappa e arrivo a Madonna di Campiglio dopo 202 chilometri. Tappa che prevede oltre 5.000 metri di dislivello con l'inedita Forcella Valbona, il Monte Bondone dal versante di Aldeno e il Passo Durone prima del traguardo. E il giorno dopo da Pinzolo ai Laghi di Cancano (arrivo inedito) nel Parco Nazionale dello Stelvio. La tappa numero 20 è da restar senza fiato: da Alba a Sestriere (Tappa Bartali). Si parte subito con il naso all'insù verso i 2.744 metri del Colle dell'Agnello. Sconfinamento in Francia per il Col d'Izoard. Rientro in Italia dal Monginevro per affrontare la salita finale di Sestriere dal versante di Cesana Torinese. Gran finale, domenica, con la cronometro individuale da Cernusco sul Naviglio a Milano. Crono piatta di soli 16,5 chilometri per chiudere la 103^ edizione di un Giro che si preannuncia almeno sulla carta sbilanciato: con troppa cronometro, e tutte le salite laggiù verso la fine.

In attesa di conoscere i nomi degli interpreti che saranno chiamati ad animare questo nuovo romanzo rosa (Nibali, Carapaz, Sagan, Geraint Thomas, Simon Yates, Miguel Angel Lopez e Dumoulin dovrebbero tutti esserci), possiamo dire che lo spartito del Giro 2020 può essere così riassunto: 3 cronometro individuali (per un totale di 58,8 km); 6 tappe per velocisti; 7 di media difficoltà e 5 di alta montagna (45 mila saranno i metri di dislivello totali). Sette saranno gli arrivi in salita compresa la cronometro iniziale di Budapest in Ungheria, che oltre ai muri, costruisce anche ponti verso il nostro Paese. Potere del Giro.