Il bacio sul polso dove c'è il nome della nonna Elisa, quella che gli aveva regalato la prima racchetta della sua vita e usava la pensione per farlo giocare: "Penso sempre a lei, quel tatuaggio me la fa sentire vicina". E tutto dopo due caffè bevuti durante la partita per tenersi su: più italiano di così si muore.
Sono le due di notte di una Roma fredda e umida, ma per Luciano Darderi è il momento più caldo della sua carriera: nessuno avrebbe scommesso sulla sua vittoria contro Jodar, dopo aver mancato due match point nel secondo set. E invece il nuovo fenomeno spagnolo viene poi travolto 7-6, 5-7, 6-0, "ed è stata una lotta incredibile, davvero un sogno". Non è l'ultimo, ovviamente, perché intanto oggi c'è da battere Ruud (ore 15,30 Sky), che però potrebbe essere un'altra vittima illustre dopo Zverev e, appunto, il giovane Rafa: "Ora vorrei arrivare in Top 10. Poi, sì certo, vincere Roma".
Nel frattempo la sua resta una storia che lega due Paesi: nato a Villa Gesell, vicino a Buenos Aires, a 10 anni arriva in Italia con il padre Gino, ex giocatore e ora suo allenatore, per partecipare a un torneo. Si fermerà tra Arezzo e Roma, scegliendo la cittadinanza dell'antenata preferita, appunto.
L'italiano Darderi nasce così, e oggi che ha 24 anni ecco l'esplosione definitiva, con una classifica che lo fa salire al numero 16 (ma se vincesse torneo arriverebbe a quota 11) e che gli dà ulteriori certezze. Ha un fratello minore anche lui giocatore, una nuova fidanzata (Catalina) "che è dolce e tranquilla e mi dà serenità", e un gioco sempre più divertente: "Amo l'Italia, e sono contento di come il pubblico qui mi sta seguendo.
Negli ultimi due anni e mezzo ho vinto cinque ATP 250 e l'unico problema è che questo passa per essere una cosa normale. È tutta colpa di Sinner". Così poi magari capita davvero che domani in finale se lo ritrova davanti, e allora caro Jannik mai fidarsi di chi ha una nonna che gioca per lui.