Sbatti fuori la Venezi da un teatro qui; metti un veto a un comico sul palco di Sanremo là; chiudi le porte a un direttore d'orchestra lì; imbastisci un processo a De Gregori qua...
Quasi era più facile non essere di sinistra negli anni Settanta...
E lo diciamo perché ieri, in un Paese in cui se attacchi la Meloni su un palco vai in classifica per tre settimane, ha rischiato di saltare, e forse salterà davvero, anche un concerto di Enrico Ruggeri, detto Rouge - e non per una colorazione politica -, in cartellone a luglio a Codogno. La sezione locale del Pd, partito che ha sempre amato che i concerti degli artisti, quelli fedeli, si trasformassero in comizi, ha chiesto di annullare l'esibizione di Ruggeri. Il motivo? Il cantante durante il Covid espresse perplessità sulle modalità di gestione degli spettacoli dal vivo e sul green pass. Certo, la location non aiuta: Codogno è la città simbolo della pandemia. Però - sinceramente - perseguitare ancora i No-vax nel 2026 ci sembra una reazione avversa dei Sì-vax.
E comunque a sinistra è da tre giorni che a proposito di De Gregori dicono che gli artisti devono avere il coraggio dì schierarsi!
Mah.
In effetti annullargli il concerto forse non è abbastanza; Ruggeri - 'sto "Noir" - dovrebbe essere arrestato. Una decisione, del resto, che sarebbe più in linea con la nuova sinistra. Quella che più è indulgente verso se stessa, più è inflessibile verso gli altri.