Dea: la macchia dei violenti, l'ombra di CR7

Il portoghese, decisivo all'andata, torna in Italia nella "cattiva" Bergamo

Dea: la macchia dei violenti, l'ombra di CR7

L'ombra lunga di Cristiano Ronaldo si allunga su Bergamo e scopre le paure dell'Atalanta ondivaga di quest'anno. Il ricordo di CR7 che stronca i sogni nerazzurri a dieci minuti dalla fine della serata dell'Old Trafford è ancora troppo fresco per non tormentare la vigilia della Dea. L'ex juventino torna per la prima volta in Italia da quando si è lasciato con la Signora e lo fa su un campo che nei suoi tre anni dalle nostre parti ha frequentato molto poco: se si esclude il quarto di coppa Italia di tre anni fa (perso clamorosamente dalla Juve 3-0), Ronaldo in casa dell'Atalanta ha giocato appena 25 minuti nel suo primo campionato bianconero, quando entrò al 65' per segnare il gol del pareggio. Ma tanto basta per aumentare i fantasmi in casa nerazzurra. CR7 infatti arriva a Bergamo con un ruolino di Champions che l'ha visto segnare in ogni partita, con le due reti decisive nel recupero contro il Villarreal e all'81' contro l'Atalanta, mentre il suo primo gol a Berna venne vanificato dalla rimonta dello Young Boys. «Torno in Italia, Paese che sarà sempre nel mio cuore», h detto il portoghese.

Questo United inoltre è un po' l'Atalanta d'Inghilterra, visto che entrambe sono quinte in campionato, ma soprattutto hanno gli stessi problemi di discontinuità. Oltre tutto gli inglesi in Europa faticano in trasferta (3 sconfitte nelle ultime 3 uscite) e i bergamaschi soffrono in casa (3 sole vittorie nelle ultime 9 gare), motivo per cui l'interpretazione della sfida è aperta a ogni soluzione. Gasp, ancora senza quattro capitani come Toloi, Pessina, Gosens e Djimsiti, sfoggia serenità e una piccola bugia: «Partita importante, ma non decisiva». Mettiamola così...

Certo, l'Atalanta di questa stagione fatica a tenere la porta chiusa (solo con Bologna, Salernitana e Young Boys non ha subito gol) e spesso paga svarioni e disattenzioni, ultimi quelli di Demiral e De Roon con la Lazio. Ma i gol subiti (19 in 14 sfide tra Champions e campionato) non possono preoccupare più di tanto Gasp, a patto che funzioni l'attacco. La Dea viaggia alla media di 1,27 gol subiti a partita in A, ma lo scorso anno in fondo chiuse a 1,23. Semmai, più che le cifre, preoccupa il ritorno di una certa violenza attorno alla squadra, dalla monetina in testa a Reina (a proposito, la questura ha identificato gli autori che sono stati colpiti da daspo) al raid di ultrà bergamaschi in un pub della città dove erano già arrivati i tifosi dello United. Una brutta macchia per una città che sognava da tempo queste sfide.

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