Quel derby dei "soldi" giocato da Spalletti

Quel derby dei "soldi" giocato da Spalletti

Ringraziamo Luciano Spalletti e l'Inter per aver confermato, qualche mese dopo, le anticipazioni dei media sul mancato arrivo dell'allenatore di Certaldo sulla panchina del Milan. Spalletti ha provato a rovesciare su Marotta la responsabilità di quella decisione, respinta dal club neroazzurro che ha replicato in via informale facendo sapere d'aver offerto, come buonuscita, 1 milione al netto delle tasse per liberarlo dal contratto in scadenza nel giugno del 2021 dal valore complessivo di 22 milioni. Indirettamente, le conferme sono servite per far conoscere al grande pubblico, quali siano i lussi dei contratti in vigore nel calcio italiano. L'Inter voleva fare un affare: liquidando con 1 milione Spalletti, avrebbe guadagnato una plus-valenza sul bilancio 2019-2020 pari a 20 milioni di euro, la cifra complessiva del contratto posta nel documento contabile precedente in forza delle disposizioni Uefa in materia di FFP. Spalletti voleva fare un altro affare: avrebbe incassato dal Milan la stessa cifra guadagnata ad Appiano (5,5 milioni esentasse a stagione) e in più pretendeva il pagamento di uno stipendio annuale dall'Inter facendo risparmiare quello del 2021. Avrebbe fatto bingo, insomma. La morale della storia è una sola e vale per entrambi i protagonisti di questa vicenda. Luciano Spalletti ha dimostrato, nell'occasione, di non avere molta voglia di allenare il Milan. L'avrebbe fatto, probabilmente, solo per fare un dispetto ai neroazzurri che l'avevano liquidato brutalmente dopo due qualificazioni in Champions che, a suo parare, valevano oro colato se paragonati al flop precedente. Sarebbe andato al Milan solo per soldi, insomma. È rimasto, volentieri par di capire, intrappolato nella sua prigione d'oro e non può certo lamentarsene passando per un martire rimasto disoccupato. L'Inter, dal suo canto, ha provato a fare un colpaccio, a risparmiare cioè la bellezza di 20 milioni, cifra da destinare all'acquisto di qualche calciatore e dinanzi all'ostinato no di Spalletti, ha preferito non cedere. Magari, sotto sotto, temendo che con Luciano a Milanello, quel Milan disastrato ereditato da Giampaolo avrebbe potuto dare filo da torcere a Conte e c. E così vissero tutti ricchi e scontenti.

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