Il Diavolo è uno show nel nome di Ibrahimovic. E a Sarri saltano i nervi

Leao a segno nel primo tempo. Zlatan al rientro è subito decisivo e "discute" con il tecnico espulso

Il Diavolo è uno show nel nome di Ibrahimovic. E a Sarri saltano i nervi

È presto per licenziare pronostici impegnativi ma il Milan di questi giorni è la squadra che, a punteggio pieno, sette gol fatti, uno solo subito, ha destato i giudizi più lusinghieri. Alla prova impegnativa dopo la sosta, con la Lazio reduce dalla goleada, il suo due a zero finale è persino molto stretto rispetto ai meriti acquisiti ieri sera a San Siro. Perché del pubblicizzato gioco di Sarri non si è visto granchè. Non solo. Anche Immobile, reduce dalle critiche in campo... Nazionale, è riuscito a firmare un solo tiro a pochi minuti dalla sirena.

Pioli, dal suo lato, ha nettamente messo in crisi il collega giochista con tre marcature a uomo che hanno imbavagliato il famoso centrocampo: Kessiè appiccicato a Milinkovic Savic, Tonali a stroncare Luis Alberto e Diaz a togliere ossigeno a Leiva. Il Milan, così organizzato, e con quelle due frecce sul lato sinistro (Leao e Hernandez), ha comandato da cima a fondo la sfida, ha raccolto poco nella prima spettacolare frazione perché allo scadere del tempo Kessiè ha spedito sulla traversa l'inevitabile rigore del possibile 2 a 0 procurato da Immobile su Frank, accolto con applausi e cori dalla curva a dimostrazione di un rapporto che non è corrotto dalle voci sul rinnovo contrattuale.

Dal giorno del suo arrivo a Milanello, e in particolare dal ritorno dopo il lock down, il Milan di Pioli ha cambiato marcia, faccia e spessore calcistico. Lo dimostrano un paio di cifre: ha incassato durante 53 partite 118 punti che sono un bel gruzzolo, non certo il frutto del caso e neppure conseguenza degli stadi vuoti. Nel frattempo, sono lievitati alcuni giovani talenti visti a tratti nella stagione precedente.

Tonali, il primo della lista, al cospetto di rivali quotati: il lancio del secondo gol perfezionato da Rebic per Ibra (in rete con gli scarpini slacciati) è un capolavoro balistico. Con Tonali, le citazioni d'obbligo sono per Leao che ha schiantato la parte destra della difesa laziale e messo il sigillo a fine primo tempo, per Rebic che ha firmato due assist calibrati al centimetro, per Tomori e Romagnoli, sentinelle di una difesa che non è mai stata in affanno dinanzi alle sequenze laziali.

Unica nota stonata della serata milanista è l'infortunio toccato a Bakayoko al suo debutto (per lui anche presunti insulti razzisti dal settore ospiti, con la società rossonera che si riserva di presentare un esposto alla Federcalcio). Persino Ballo Tourè ha raccolto consensi, a dimostrazione che rispetto al precedente torneo quest'anno il Milan ha una rosa più ricca e anche più completa. Ibra si è scaldato a puntino, ha firmato uno dei gol più elementari della sua carriera, e distribuito ai suoi consigli a ripetizione a conferma del suo ruolo di allenatore in campo.

Nel finale, Sarri - polemico fin dall'inizio - è stato espulso perché si è distinto per un bisticcio con Saelemaekers (chiarimento con Ibra) seguito dalle scuse del belga. «Una gran partita, non so se è la più bella della mia gestione, ma siamo ancora all'inizio, ne mancano tante» è la didascalia di Stefano Pioli.

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