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Aliyyah e le sberle della nuvola di sabbia

La donna nel deserto alla Dakar per il Giornale

Aliyyah e le sberle della nuvola di sabbia
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La carovana corre veloce e la giornata di riposo è già un lontano ricordo. Giusto un momento per respirare, rimettere insieme i pezzi e trovare di nuovo la forza per ripartire. Mentre i meccanici lavorano sui mezzi, i piloti rimettono insieme le forze. Per Aliyyah e Martin Koloc (Buggyra ZM Racing), il giro di boa arriva dopo una settimana durissima. Ma c'è qualcosa che va ben oltre i guasti meccanici. Una testa di riccioli, la luce negli occhi di vent'anni, potrebbe fare la fotomodella dall'alto dei suoi 181 cm. Su instagram oltre 1,2 milioni di follower. Alla sua 4ª Dakar in auto, ha sempre finito. Si batte con i big a bordo di una Red-Lined Revo T1+ V6 turbo, classe T1+ Ultimate, quella dei mostri sacri come Carlos Sainz, Sebastian Loeb o il leader Nasser Al Attyah. Ha grinta da vendere. Il mito Jacky Ickx l'ha individuata subito e si è avvicinato a lei per congratularsi. "Continua così, è bello vedere sempre più ragazze in gara. E ricorda: agli uomini non piace essere battuti da una donna. Per cui dovrai spingere ancora di più". Sorride Alyyah.

Foto di rito e via al team dove l'aspetta papà Martin, due volte campione europeo truck. Per entrambi la prima settimana è stata un calvario. Rotto il servosterzo, Alyyah è stata trainata da un camion come una foglia al vento. "Eravamo nel fesh-fesh, non si vedeva nulla, e loro andavano molto forte. Non scorgevo nemmeno le luci dei freni davanti a me. Brutale. Sono stata trainata due volte: la prima per 100 km, la seconda per 80". Uno sforzo sovrumano. "Tenere il volante per due ore senza servosterzo è come sollevare più di 100 chili.

In palestra non ti alleni per uno sforzo continuo così lungo. Ti brucia tutto, ogni colpo ti arriva nelle mani, nelle braccia. Se provi anche solo a spingere un po', diventa folle". Ma Alyyah non molla e oggi sarà ancora in gara, per sé e le tante ragazze che la seguono da casa.

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