La Ferrari non fa più la Ferrari Ecco perché Kimi è ritornato

Mossa disperata e rivoluzionaria di Domenicali che ha convinto Montezemolo. Obiettivo: non dipendere più da un pilota. Rossa a 2 punte: mai così dal 1990

La Ferrari non fa più la Ferrari Ecco perché Kimi è ritornato

L'esatto contrario di Fernando Alonso sarà il nuovo pilota Ferrari. Kimi Raikkonen che non parla mai e manda al diavolo gli ingegneri che lo disturbano via radio sarà compagno di Fernando che non sta mai zitto e usa la radio come un deejay per mandare al diavolo per altro motivo gli ingegneri scemi o geni. Kimi che quando è allegro e quando è triste festeggia o dimentica con parecchi bicchieri di vodka sarà compagno di Fernando che quando è allegro e quando è triste fra il prestidigitatore o s'infuria spesso. Kimi che a Maranello nella precedente avventura (2007-2009) è sempre stato pochissimo e malvolentieri sarà compagno di Fernando che a Maranello è sempre lì a motivare la squadra e la squadra forse non ne può più. Kimi che ha conquistato l'ultimo titolo piloti ferrarista nel 2007 grazie a Massa e per merito di Alonso che gettò via il titolo per la McLaren pur di non farlo vincere all'odiato Hamilton, sarà a fianco di Fernando che, per l'appunto, i compagni forti non li sopporta proprio.

Due anni di contratto, 12 milioni a stagione e anche di più e bomba in mano e miccia accesa per Stefano Domenicali, capo Ferrari, che l'ordigno Kimi non solo ha raccolto da terra, ma l'ha pure cercato e innescato nel coraggioso tentativo di fare il botto. Prova ne sia che per ritrovare compagni campioni del mondo assieme nella discretamente lunga storia Ferrari, si deve andare al 1953, ad Ascari e Farina, quando la Rossa era di Enzo Ferrari e non era ancora la Ferrari mito ma solo una buona scuderia. E per ritrovare l'ultima volta di due driver di alto livello compagni sulla Rossa bisogna risalire al 1990, con Prost e Mansell che appunto fecero a sportellate e il titolo volò via anche per quello. La mossa-bomba di Domenicali spezza una tradizione e dunque è coraggiosa e pazza e disperata al tempo stesso. Perché fallito il progetto ciclo-Alonso uguale ciclo-Schumi, mira a evitare alla Ferrari di pendere troppo, come accaduto fin qui, dagli umori del proprio top driver. E perché gioca abilmente sull'età dei due, Kimi 34 e Fernando 32 anni, intesa come maturità di due campioni consci che la Ferrari rappresenti il loro ultimo treno per realizzare una grande impresa. Per cui meglio motivarsi, capirsi, rispettarsi. Mossa astuta, infine, per liberare il Cavallino dal rischio di ritrovarsi senza piloti di punta visto che Alonso è capace di mollare tutto all'improvviso se solo gli girano per davvero.

Fatto sta, «sono lieto di dare il bentornato a Kimi... l'ho sentito estremamente felice e molto determinato, non è una scelta anti Alonso ma un altro tassello della Ferrari del futuro» dice Domenicali con bomba e miccia accese in mano. E «sono davvero contento di ritornare a Maranello dopo averci trascorso 3 anni fantastici» mente Kimi che fu costretto ad andarsene per far posto ad Alonso e mesi fa gli giravano ancora. Kimi che poi aggiunge «ho moltissimi ricordi che mi legano alla Ferrari e li ho sempre portati con me». Si riferisce al titolo vinto al primo anno in Rosso (solo Fangio e Scheckter) e trionfo nel Gp d'esordio. Kimi che non vede «l'ora di lavorare con Fernando, pilota straordinario, per regalare alla squadra i successi che si merita». E «do il benvenuto al mio nuovo compagno di viaggio» mente Alonso che la cosa ha mal digerito. «Insieme dovremo affrontare una sfida tecnica e sportiva molto impegnativa».

In tutto questo dire, meglio ricordare che pare, sembra, si dice Montezemolo non volesse il ritorno di Kimi, scottato com'era stato, nel 2009, dal pilota poco comunicativo e addormentato (certe divagazioni con la vodka avevano avuto il loro bravo peso nel rendimento altalenante) che si era ritrovato in pista. «Si vede che manda a correre il fratello gemello...» usava scherzare il presidente. Tanto più il ritorno di un pilota che la Ferrari aveva pagato nel 2010 per non correre, visto il contratto interrotto per far posto ad Alonso. Un motivo in più, l'iniziale contrarietà presidenziale, per ribadire che la scommessa di Domenicali è coraggiosa e pericolosa. Anche perché, al momento, l'unica certezza in Ferrari è che arriva un pilota che parla poco. Merce comunque preziosa di questi tempi.