Formula1, Ferrari: si suoni l'allarme

Intervistato durante i test invernali, Binotto ha ammesso che la vettura non è veloce come ci si aspettava: auto-valutando la scuderia con un 6 meno, ha praticamente confermato gli (scarsi) tempi della SF1000. Di questo passo, arrancante a metà classifica

Formula1, suona forte il campanello d’allarme in casa Ferrari: a test invernali praticamente conclusi, la SF1000 non ha inanellato grandi tempi cronometrati, lasciando un certo amaro in bocca tra i tifosi e malauguratamente nella scuderia. Così se un po’ di mistero poteva ancora rimanere per via dell’incognita carichi benzina, lo stesso team principal di Maranello ha confermato la personale insoddisfazione per le performance fin qui ottenute.

“Forse anche meno di sei” ha dichiarato in conferenza stampa oggi Binotto, aggiungendo “in questi due ultimi giorni ci siamo concentrati per la simulazione qualifica al mattino mentre gara al pomeriggio, con tutte le procedure di contorno annesse. Credo nella qualifica non siamo abbastanza veloci, così come in gara: lì forse un addirittura po’ meno”.

“Per noi era importante capire al meglio la macchina, cercando di ottimizzarla con la prova dei vari setup. I piloti avevano bisogno di trovare il feeling con la vettura e ci siamo concentrati su quello. Come squadra, siamo pronti per affrontare il campionato, ma non siamo veloci abbastanza, ne sono certo. Non ci giocheremo la vittoria in Australia: poi in un weekend di gara può succedere di tutto, ma oggi come oggi non siamo soddisfatti. Non so cosa pensino gli altri, ma conosco la situazione e mi basta questo”.

Un quadro non certo incoraggiante per quello che tutti si aspettavano l’anno della riscossa finale: scuderia, tifosi Ferrari e in generale appassionati di Formula1. Perché obiettivamente una Ferrari competitiva fa bene allo sport e al Circus in generale: il valore di una vittoria è proporzionale a quello dei nemici, e bene lo sanno in Mercedes, dove da mesi Toto Wolff appare il miglior sponsor di Maranello.

“La Ferrari ha sicuramente un secondo a livello di motore da manifestare sui cronometri. Stanno girando con alti carichi di benzina” ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport in questi giorni, quasi a rincuorare gli appassionati.

La parole di Binotto vanno a braccetto con quelle di Vettel, che ieri ha smorzato gli animi dopo il primo posto in classifica, su una pista bagnata e non in perfette condizioni. Il campione tedesco è conscio delle problematiche della SF1000, in particolare per quel che riguarda il giusto bilanciamento tra lift e drag: se infatti la monoposto 2019 era un vero missile sui rettilinei, pagando scotto nella percorrenza in curva, la vettura 2020 sembra l’esatto opposto. Velocità di punta molto basse, troppo, hanno fatto suonare qualche campanello d’allarme in casa Ferrari. Mentre l’Alfa Romeo motorizzata Maranello di Raikkonen stamane volava a 334 km/h, Leclerc con la SF1000 era fermo a 317 km/h: un valore allineato alla concorrenza equipaggiata Mercedes, ma con tempi medi nettamente più alti nei tre parziali. Come dire, quanto perso in rettilineo rispetto alla SF90 non è stato compensato nel tratto misto.

Così mentre la Mercedes ha più di una volta dato l’impressione di “alzare il piede” in alcuni tratti per nascondersi volutamente, lo stesso non si può dire della Ferrari, incagliata nei tempi tra Renault e Racing Point.

A far tirare un sospiro di sollievo l’affidabilità: mentre Mercedes tra il team ufficiale e i clienti qualche noia l’ha avuta con due motori cambiati in sei giorni e un equivoco fumo bianco in alcune curve oggi, la power-unit Ferrari solo oggi ha macinato oltre 166 giri con Leclerc. Chi va piano, va sano e va lontano sembra l’unica speranza a oggi.

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