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"Gita" a Monaco: il sogno infranto dell'Atalanta

Dopo l'1-6 dell'andata, giochi fatti. E il club vuole blindare i suoi gioielli

"Gita" a Monaco:  il sogno infranto dell'Atalanta
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Il clima è quello rilassato di chi sa che non ha più niente da perdere. Anzi, quella di stasera a Monaco di Baviera rappresenta poco più di una scampagnata. Massimo rispetto e impegno, ma inutile farsi illusioni. Il tracollo di settimana scorsa ha annullato ogni tipo di reale e concreta aspirazione di passaggio del turno anche nel più inguaribile ottimista dei tifosi atalantini. Difficile, infatti, se non improbabile vincere con 5 gol di scarto sul campo di una delle regine d'Europa.

Roba da PlayStation o da fantasy football. Tanto che il tecnico nerazzurro Raffaele Palladino ha addirittura trascorso l'anti-vigilia del ritorno degli ottavi di Champions League come guest star alla Kings League. Incredibile ma vero. Il che la dice lunga sul clima che si respira in casa atalantina in vista della gara di stasera sul campo del Bayern. Non a caso si prevede un robusto turnover. Provando comunque a chiudere con l'onore delle armi quella che resta una brillante avventura nella competizione europea più prestigiosa. Guai però a prendere sottogamba l'impegno. Almeno questo il monito lanciato dal tecnico dei bavaresi Vincent Kompany nella conferenza stampa della vigilia: "Dopo la sconfitta contro di noi l'Atalanta ha affrontato l'Inter, giocando bene e facendo un ottimo risultato a San Siro. Sono stati solidi, pericolosi e hanno messo in difficoltà l'Inter. Noi saremo preparati a tutto, giocando senza pensare al 6-1 dell'andata".

Intanto in casa Dea tiene banco la questione rinnovi, con la famiglia Percassi al lavoro per blindare i propri gioielli: fatta per il prolungamento fino al 2030 dell'esterno Bernasconi e quello fino

al 2027 di capitan De Roon e del terzino Zappacosta. Ora in agenda c'è in programma il rinnovo fino al 2030 con ingaggio triplicato per trattenere Carnesecchi e allontanare le sirene di mercato provenienti da Juve e Inter.

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